SUCCEDE

Theresa May premier compassionevole, ma solo per gli inglesi

Number 10, 10 Downing Street (Flickr, Creative Commons)
Number 10, 10 Downing Street (Flickr, Creative Commons)
Serena Sapegno
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…Conservatrice moderata, non avrebbe voluto lasciare l’Europa e ora deve guidare la separazione dopo la Brexit.

 

Una donna sarà premier del Regno Unito in un momento di passaggio di difficoltà estrema in cui ci si gioca tutto. Theresa May, di cui compare oggi sui giornali la foto di improbabili scarpe leopardate sotto un completo grigio molto maschile, rappresenta un intreccio di contraddizioni. Conservatrice moderata, non avrebbe voluto lasciare l’Europa e ora deve guidare la separazione dopo la Brexit.

Il suo discorso di accettazione della nomina a segretaria del partito, che la porterà a Downing St., mette al primo posto la riforma sociale e sottolinea l’inaccettabilità delle sperequazioni esistenti. Sperequazioni fondate ab origine, povertà, colore, sesso, che non danno a tutti e tutte delle opportunità di vita pari, in particolare sul piano dell’istruzione. I laburisti osservano amaramente che si tratta proprio del loro programma.

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Probabilmente, aver avuto a che fare per tutti questi anni con troppi “Eton boys”, di destra e di sinistra, e l’esperienza come Ministra delle donne e delle pari opportunità, hanno permesso a Theresa May di vedere con più profondità il disagio che sta spazzando il paese. E di interpretarlo, paradossalmente per una tory, con uno sguardo a chi soffre di più. Ma certo si tratta di una politica nazionalista, gli immigrati non ne fanno parte. E se non volta lo sguardo rispetto alla violenza sulle donne, la sua concezione umanitaria si arresta su solidi confini.

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Troppo poco per spingere il Regno Unito a prendere atto delle emergenze internazionali e della crisi epocale nella quale tutti ci troviamo e in particolare l’Europa. Ma forse abbastanza per darle popolarità in un paese profondamente diviso che lei cercherà di unificare su quella base.

 

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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