BATTAGLIE

Cara Serra, non confondiamo diritti civili e libertà delle donne

Ph. Laurencotie ("Focus", via Flickr Creative Commons)
Ph. Laurencotie ("Focus", via Flickr Creative Commons)
Francesca Izzo
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Ciò che non condivido è la conseguenza che ne trae Serra: abbandonare il punto di vista delle donne, la lettura della realtà fondata sulla dualità di genere […]

 

Non faccio fatica a comprendere il fastidio al limite del rifiuto espresso da Alessandra Serra sull’Unità.it del 14 luglio nei confronti di un certo femminismo. Quello che stancamente identifica e chiude dentro un vecchio recinto di sinistra le istanze di libertà delle donne. Quello che respinge la necessaria ricerca della trasversalità politica per renderle credibili ed efficaci. O che rimane ancorato a un antistituzionalismo di maniera che lo rende cieco ad esempio sui passi in avanti straordinari compiuti da istituzioni quali la polizia di Stato nella lotta contro la violenza sulle donne, grazie a nuove leggi.

Non faccio fatica perché queste ragioni sono all’origine di Libere, anzi ne hanno motivato la nascita in conflitto con altre componenti del movimento di Se non ora quando?.

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Ciò che non condivido è la conseguenza che ne trae Serra: abbandonare il punto di vista delle donne, la lettura della realtà fondata sulla dualità di genere che è il contributo più alto del femminismo (senza aggettivi) a favore di battaglie per i diritti civili che, per carità sono sacrosanti, ma che certamente non hanno la portata storica dell’affermazione della libertà delle donne.

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

1 Comment

  • Cara Francesca, nessuno sminuisce l’importanza della battaglia per i diritti delle donne. E neppure la sua specificità, pena ricadere in un’omogeinizzazione delle rivendicazioni che non avrebbe senso se non sui diritti fondamentali. Ma è altrettanto innegabile che la battaglia delle donne oggi non sia più unicum ma faccia parte – pur nella sua unicità – di un più vasto territorio di rivendicazioni dei diritti civili in un quadro di genere che non è più binario, ma variegato. E le sinergie tra rivendicazioni tra generi diversi e sottoposti a pratiche di aggressione e di subordinazione, a mio parere sono tante, un patrimonio di elaborazione prezioso per tutti e tutte.

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