UNIONE EUROPEA

Dopo Nizza, Parigi, la Turchia e anche Monaco: pensieri liberi

Licia Conte
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Forse siamo noi il soggetto nuovo che può dare senso a un’idea del tutto inedita di Europa. Un’Europa che, accogliendo noi, riscopre una sua missione civilizzatrice nel mondo.

Ormai ogni volta che il terrorismo brutalizza le nostre città ripetiamo come un mantra che l’Europa deve reagire. Sì, l’Europa dovrebbe dare a questa barbarie una risposta forte e altamente politica nel senso nobile del termine. Noi italiani sappiamo che vuol dire lotta al terrorismo e ancora ci interroghiamo su quella vicenda che costò la vita ad Aldo Moro e forse anche ad altre due grandi figure dell’Italia di allora: Paolo VI e Berlinguer.

Quei tre furono sconfitti, finì probabilmente già lì la Prima Repubblica; eppure, in qualche modo gli italiani capirono che i terroristi andavano isolati. Oggi chi parla davvero agli europei, che spesso non si sentono né popolo, né cittadini? E allora a me viene in mente che se vogliamo costruire un’umanità duale, di differenti ma pari, dobbiamo cominciare con il prenderci delle responsabilità verso il nostro Paese, verso l’Europa, verso la Storia.

Noi possiamo chiamare le donne europee all’impegno verso noi stesse e i nostri figli e il futuro dell’umanità. Sappiamo perfettamente che in questa assurda e orribile guerra siamo noi, noi donne, una delle poste in gioco: forse la posta più succulenta.

Dobbiamo parlare da donne ai governi e all’Europa. Le democrazie europee sono deboli e malate, senza un perché; vivono solo di regole, non sanno più parlare ai loro popoli che girano la testa verso un passato minaccioso quanto lo stesso terrorismo di marca islamica. L’Europa sembra a molti una costruzione puramente procedurale. Forse siamo noi il soggetto nuovo che può dare senso a un’idea del tutto inedita di Europa. Un’Europa che, accogliendo noi, riscopre una sua missione civilizzatrice nel mondo.

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Licia Conte

Licia Conte

Sono una giornalista. Della mia lunga e assai varia attività ha senso qui sottolineare soprattutto quella dedicata alla promozione della cultura femminile. Nei primi anni '70 ho curato una serie di sceneggiati radiofonici: 12 ritratti di donne attive nella battaglia per i diritti, da Marie Olympe Des Gouges alle suffragiste dell'inizio del '900. Alla fine degli anni '70 ho dato vita come ideatrice e conduttrice a "Noi, voi, loro: donna", in onda tutti i giorni dalle 10 alle 10.45 su Radio 3. Da quella trasmissione scaturirono 5 libri, il più noto dei quali fu Le Altre, di Rossana Rossanda, fedele trascrizione delle discussioni settimanali alla radio tra lei, me e altre. Il libro fu in seguito tradotto in 5 lingue. Nacque da lì Orsa Minore, una rivista che ebbe vita breve e una certa risonanza. Sono fra le fondatrici prima di DiNuovo e poi di Se Non Ora Quando?

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