UNIONE EUROPEA

Un’idea di Europa

Francesca Marinaro
Scritto da

 

Il futuro dall’Europa dipenderà molto dal consenso delle cittadine e dei cittadini europei e quindi dalla loro capacità di identificarsi in un nuovo progetto capace di rispondere alle aspettative di sicurezza e progresso di tutte e tutti.

 

Di fronte alla portata dell’emergenza terrorismo Licia Conte, nel suo articolo “Dopo Nizza, Parigi, la Turchia e anche Monaco: pensieri liberi” mette l’accento sulla scesa in campo delle donne per evitare che un sentimento diffuso di paura e insicurezza penetri fin dentro la coscienza delle popolazioni. Un’idea di nuova Europa che accogliendo una società a dimensione di uomini e donne riscopra la sua nuova missione, al suo interno e nel mondo.

Screen Shot 2016-07-25 at 23.39.57

Penso che sia proprio da qui che si debba ripartire. È tempo, infatti, di mettere al centro una visione europea che contempli gli uomini e le donne come tali e tale.

Stiamo, infatti, vivendo cambiamenti importanti che attengono non solo agli effetti prodotti dalla crisi economica e finanziaria, ma anche a una crisi di sistema che richiede un adeguamento profondo dell’architettura delle Istituzioni nazionali, come pure un urgente ripensamento dell’integrazione europea. Tutto ciò, a sua volta, implica un adeguamento della politica e dei partiti in grado di assicurare un radicamento nella società contemporanea costruito su uno spirito di appartenenza europea, senza “noi” e “loro”, senza discriminazioni ideologiche e nazionali, ma tutti e tutte motivati dall’essere parte di un destino comune.

Siamo in una nuova fase che richiede il ritorno in campo di un europeismo più partecipato e coinvolgente per colmare il divario che si è venuto a creare tra la sensibilità degli “architetti” che costruiscono la casa comune europea e quella degli uomini e delle donne che vi devono studiare, lavorare e vivere. Deve esserci la consapevolezza della sfida per la costruzione di una nuova Europa, che non pensi solo all’economia monetaria o di mercato, ma anche al modo di stare insieme delle donne e degli uomini che la popolano. È questo che deve essere cambiato, qualcosa di simile – per capirci – a ciò che toccò fare ad altre classi dirigenti dopo il fascismo e a fronte di un profondo cambiamento sociale economico e culturale quale quello rappresentato dalla fine della seconda guerra mondiale.

In quell’occasione l’idea di creare un grande mercato comune ebbe un impatto e una forza di persuasione straordinari. Altri tempi, senza dubbio, ma si trattò comunque di un vero e moderno fattore d’identità. Lo slancio europeista dei padri fondatori si attenuò fino a far apparire il processo di unità europea agganciato agli interessi e alle convenienze di tutte e di tutti, quasi una spoliticizzazione della nostra comune civiltà.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Oggi il futuro dell’Europa non dipenderà soltanto da governi nazionali più responsabili, che evitino di scaricare all’esterno le loro difficoltà interne. Il futuro dall’Europa dipenderà molto dal consenso delle cittadine e dei cittadini europei e quindi dalla loro capacità di identificarsi in un nuovo progetto capace di rispondere alle aspettative di sicurezza e progresso di tutte e tutti.

 

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi