SUCCEDE

Burkini: diciamo no al divieto

Francesca Izzo
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...la libertà non è un bene import-export, ma un travagliato cammino verso un’autonoma costruzione di sé.

 

Non avrei mai immaginato qualche decennio fa che il mio gesto, come quello di tante altre coetanee, di andare al mare in topless avrebbe contribuito a fare della nudità femminile “un valore fondante della Francia e della Repubblica”. Eppure, l’incredibile è accaduto: il capo del governo francese Valls con la sua dichiarazione ufficiale ha di fatto elevato a misura della liberté e della laicità il corpo nudo delle donne. Credo che i terribili traumi vissuti dalla società francese stiano purtroppo facendo smarrire la misura ai suoi governanti che invece di riflettere criticamente su scelte opinabili (il divieto del velo) le radicalizzano sino a considerare il burkini “un progetto politico di contro-società”.

Le donne che vanno in spiaggia con quell’indumento hanno già infranto la regola della chiusura domestica e invadono uno spazio ludico con un segno di identità consapevole; pongono così alla società europea un interrogativo serissimo che soprattutto le femministe dovrebbero cogliere: la libertà non è un bene import-export, ma un travagliato cammino verso un’autonoma costruzione di sé. Ecco, questa idea di libertà è un valore fondante della nostra civiltà a cui a nessun costo potremmo rinunciare. Ma certamente non include tra i suoi fondamenti l’obbligo per le donne di mettere a nudo il proprio corpo.

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

2 Comments

  • Gentili lettrici e lettori vorrei commentare questo articolo aggiungendo una riflessione che viene da una coscienza femminista derivata da anni di battaglie contro il patriarcato e da una coscienza religiosa che cerca di esprimersi in forme non stereotipate ed innovative Come musulmana e come donna mi sento solidale non solo con le donne vittime di violenze ma anche con quelle mercificate e sfruttate come lavoratrici e come consumatrici.Dal punto di vista della liberta essa non può essere vista se non nella sua totalità coinvolgendo la persona nei diversi ruoli.sociali Per me essere libere vuol dire essere tutelate sul lavoro aver tempo per sé poter scegliere di essere mogli e madri senza venire licenziate Poter rispondere di no e poter denunciare il datore di lavoro che vuole portsrti a letto col ricatto del licenziamento.non dover subire selezioni sessiste all atto dell assunzione.Credo che quando le donne saranno riuscire ad avere rispetto dai loro mariti e dai loro figli.anche da anziane la società sara migliore Dal punto di vista della liberta non ha importanza come la donna vesta.Personalmente porto il burkini perché non voglio.scoprirmi per motivi religiosi e per sottrarmi all ideologia del corpo come veicolo del consumo sfrenato e dell alienazione narcisista ed egotists.Nella Islam la Nafs che è la sede dell Io istintivo.viene educata non repressa.per far emergere invece l individuo come specchio.della Bellezza spirituale e ricettacolo della Luce divina Buona giornata

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