SUCCEDE

Fate fare il bagno in pace alle donne vestite

Annamaria Riviello
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Radicalizzare lo scontro, ingrandire le piccole differenze, mostrare la propria supposta superiorità, questo è contro i nostri valori.

 

Questa storia dei costumi da bagno deve essere un’ossessione. Ricordo bene le discussioni sui primi bikini nel processo di modernizzazione del Paese. Nessuna-o però tanto meno il femminismo si è mai sognato di metterlo in collegamento con la libertà femminile e quindi con un pensiero politico.

Lo fa Valls il primo ministro francese quando afferma che il burkini, costume molto coprente esibito sulle spiagge da donne islamiche, è “contrario ai nostri valori”. La logica vorrebbe quindi che il bikini rappresenti i nostri valori, per cui se sei grassa o anziana è meglio che non vai in spiaggia perchè potresti offendere la cultura occidentale. Purtroppo però, la leggerezza con cui è giusto affrontare le questioni di “costume” non è più possibile di fronte a pronunciamenti così solenni a protezione di azioni punitive verso le donne in burkini da parte di alcuni sindaci francesi.

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Ph. Bruno Sanchez-Andrade Nuño, Burkini not allowed [CCFlickr].

Tolleranza è un valore della nostra cultura, forse il più prezioso in tempi così sconvolti dall’integralismo, è questa che viene infranta da comportamenti punitivi verso donne che pare abbiano liberamente scelto di sguazzare nell’acqua alquanto vestite. Radicalizzare lo scontro, ingrandire le piccole differenze, mostrare la propria supposta superiorità, questo è contro i nostri valori. Insomma, fate fare il bagno in pace a queste donne, prima o poi capiranno che è più bello farselo con meno tessuto possibile tra il proprio corpo e la meravigliosa acqua marina.

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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