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Fertilityday: la ministra parte con il piede sbagliato

Antonella Crescenzi

L’iniziativa della ministra Beatrice Lorenzin di promuovere una giornata dedicata al problema molto sentito in Italia della fertilità è partita con il piede sbagliato. Infatti, se pure le intenzioni del Ministero della Salute di diffondere un Rapporto contenente informazioni mediche e sanitarie su cause e rimedi della infertilità (sia femminile che maschile) possono essere giudicate positivamente, la campagna di comunicazione che ha annunciato l’evento (il fertility day previsto per il 22 settembre) è apparsa totalmente fuori linea rispetto all’obiettivo, anzi per taluni versi controproducente, scatenando rabbia e stupore.

Rabbia, perché le donne non vogliono essere colpevolizzate o anche solo ammonite in merito ai propri comportamenti a fronte di un sistema sociale che non garantisce a sufficienza servizi e supporti alla maternità, di una crisi che da anni ormai erode le occasioni di lavoro, di una società organizzata in modo tale per cui i figli appaiono più un peso che una gioia. Rabbia, ancora, perché non si è tenuto conto dei loro drammi, delle difficoltà di decisioni in cui si ritrovano spesso in solitudine.
Stupore, perché è sembrato improvvisamente di tornare indietro nel tempo…anni, anzi decenni, come se non ci fossero state nel frattempo una rivoluzione femminista e una conquista di libertà delle donne passata proprio attraverso la scelta volontaria della maternità.

denatgalitàLe immagini grossolane della campagna di comunicazione sono così diventate oggetto di ironia facile e anche di battute volgari sul web. Non era certo questo l’obiettivo della Ministra che ora dovrà correre ai ripari per preservare quello che c’era di buono nel suo messaggio. Messaggio che non può che riguardare le politiche strettamente sanitarie, essendo compito di altri ministeri e del governo intero provvedere a impostare strumenti più complessi di policy al fine di elevare il tasso di natalità in Italia, uno dei più bassi del mondo. E non si dica che la fertilità è solo un problema privato, perché senza crescita della popolazione il nostro Paese, come anche l’Europa, è destinato al declino economico e assoluto.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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