SUCCEDE

Childfree: terribile perdita di senso

Antonella Crescenzi

 

Childfree come movimento fa paura, perché non contempla una prospettiva storica umana, un alito di vita oltre se stessi, ma solo il bisogno del singolo di soddisfare i propri desideri immediati.

 

Un nuovo movimento, nato in America e in Gran Bretagna, si sta diffondendo anche nel nostro paese: si chiama Childfree e riunisce coppie o persone che decidono consapevolmente di non procreare. Si tratta di una corrente di pensiero più che di un’associazione formalmente costituita. Molte donne dichiarano di non volere figli per le ragioni più diverse: senso di inadeguatezza, desiderio di realizzarsi sul lavoro, rifiuto di un ruolo imposto di  mogli, madri e lavoratrici. Anche gli uomini dichiarano di preferire la libertà alla responsabilità. Sul sito Childfree.net si legge in home page la presentazione del movimento tra cui spicca questa frase: “Ci consideriamo ChildFree: liberi dalla perdita di libertà personale, soldi, tempo ed energie che avere un figlio richiede”.

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Sono in molti ad aderire a questo movimento, soprattutto negli Stati Uniti. Nel 2013 il magazine “Time” gli dedica persino una copertina, puntando i riflettori su questa nuova generazione non solo di donne, ma di coppie che scelgono per sé altro rispetto al matrimonio e ai figli.

Mentre in Italia si discute con una certa passione su chi potrebbe avere figli ma non li vuole e su chi vorrebbe averli ma non può, intorno le cose non vanno per niente bene: e non si tratta solo della crisi del Medio Oriente, del fondamentalismo islamico, del terrorismo, dell’Isis, della oscurantista politica del pendolo di Erdogan, del folle dittatore coreano che lancia missili per dimostrare la sua forza, della sfida  elettorale  all’Ok Corral negli Usa, del ritorno sullo scenario internazionale dei protezionismi economici, dello stallo dell’economia europea e delle difficoltà di Draghi a proseguire il suo Quantitative Easing, dell’immigrazione e dei palpiti nazionalisti in Germania e altri paesi dell’est Europa, della Brexit, etc….

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no, si tratta di una cosa ancora più pericolosa: la perdita di senso, la confusione dello spirito, lo sguardo basso non più rivolto a cercare il cielo e le stelle. Ecco perché Childfree come movimento fa paura, perché non contempla una prospettiva storica umana, un alito di vita oltre se stessi, ma solo il bisogno del singolo di soddisfare i propri desideri immediati. Ovviamente, ciascuno è libero di fare o no i figli, non si discute su questo, ma è la filosofia che sta dietro il nuovo movimento che non piace.

 

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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