PARLIAMONE

Cara Stefanelli, difendere la nostra cultura non basta

Annamaria Riviello
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Mi sembra interessante l’articolo di Barbara Stefanelli che introduce il Festival delle donne del Corriere della Sera. Il tema è il sesso e l’amore in Italia. Tema sempre affascinante, come scrive Edoardo Albinati, citato nell’articolo:

…il sesso non riguarda solo la vita privata..scuote l’intera società per rimodellarla da cima a fondo..la passione sessuale è l’origine stessa della personalità (Da La scuola cattolica“, premio Strega 2016).

La vicenda è assai complessa quindi posso toccarne solo un aspetto. Stefanelli chiude l’articolo scrivendo che indagare sul sesso e l’amore “è un espressione della nostra identità”. Cioè, della nostra cultura europea e d’occidente alla quale apparteniamo e che non dobbiamo solo difendere quando è sotto attacco, nell’elaborazione del lutto, ma tornare ad affermare con forza, nella riflessione su come siamo e come vorremmo stare insieme.”

Non si può non essere d’accordo ma allora dove sono le radici del crescere della violenza sulle donne su cui anche l’articolo si interroga? Forse non basta difendere la nostra cultura e anche qui sono d’accordo, non dobbiamo fermarci nel riscrivere “il mito della maternità e l’idea del piacere”. Ma allora è necessario uno sguardo critico sul patrimonio che difendiamo. Forse abbiamo pensato alla libertà come ad un patrimonio infinito, un territorio da arare da soli, amando noi stessi senza conoscerci.

L’amore può essere un percorso che opera sulla dismisura che ci restituisce tutti interi a noi stessi con i nostri oscuri “peccati”, il maternalismo delle donne, la sopraffazione per gli uomini. I limiti storici dei due sessi sono diversi per questo l’amore tra pari sembra un’utopia. Per diventare miti dobbiamo essere consapevoli della ferocia che è in noi e della lunga vicenda della diseguaglianza che ha segnato profondamente i segreti impulsi di entrambi i sessi. Consapevoli di una lunga storia, si tratta d’iscriverne un’altra a partire dal conflitto con la vecchia identità. L’amore, la sessualità possono essere un percorso di conoscenza. Affidiamo quindi a questa sapienza la nostra libertà.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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