NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Festival diritto: surrogata, quali idee di libertà in gioco

Roberta Trucco
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Siamo molto soddisfatte della conferenza La maternità surrogata: quali idee di dignità e libertà sono in gioco che abbiamo tenuto nell’ambito della 9° edizione del Festival del diritto a Piacenza il cui tema era la dignità.

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La proposta di affrontare da tre angolazioni differenti (filosofico, sociologico e economico) il tema della maternità surrogata per consentire il confronto su un tema così complesso ma centrale, si è dimostrata vincente: il dibattito è stato vivo e partecipato. Il dato più eclatante è stata la presenza di giovani donne e giovani uomini. Giovani donne e giovani uomini che hanno rinunciato a una bella scampagnata in una splendida domenica settembrina per venire ad ascoltare la conferenza che si è protratta fino alle 13,30. Per me che sono madre di giovani ragazzi, questo è il dato sorprendente.

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L’avventura è iniziata a maggio scorso quando abbiamo deciso di partecipare al bando di partecipazione del festival. La nostra proposta è stata accettata e la conferenza ospitata nel prestigioso Auditorium di Sant’Ilario, una bella chiesa sconsacrata alle spalle della Piazza dei Cavalli. È chiaro: il tema riguarda tutti e il nostro convincimento è che sia necessario un dibattito aperto, in particolare aperto alla riflessione delle nuove generazioni e non parcellizzato in campi del sapere, quello medico, quello della scienza quello politico ed economico. Questi campi specifici del sapere, al contrario devono dialogare fra di loro offrendo spunti alla riflessione personale in modo che ognuno possa liberamente giungere a formulare una propria opinione. È un tema complesso lo sappiamo, ma non per questo da delegare a competenze esterne.

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La maternità surrogata, o utero in affitto, riguarda in modo evidente l’archetipo del volto della madre, archetipo in grande trasformazione, perché in questi ultimi decenni il volto delle nuove madri è cambiato radicalmente e dunque è necessario comprendere quanto questo modifichi nel profondo le strutture sociali e l’equilibrio millenario che si è instaurato tra i due sessi. La libertà di scelta delle donne di essere madri ci interroga nel profondo ed è parte fondante della dignità dell’essere umano e della costruzione di un nuovo immaginario legato al concetto di libertà. Questi gli interrogativi che hanno animato la conferenza:

Siamo sicure che dobbiamo abbandonare la maternità alla mera biologia, alla tecnologia, e che questa sia foriera di libertà e non intacchi la dignità dell’ essere umano?

 

Siamo sicure che la maternità da atto eminentemente umano decadendo a atto meccanico non intacchi la salute fisica e psichica delle  donne e dei  bambini?

 

E infine, siamo sicure che la tecnologia riproduttive considerando la donna in tanti pezzetti non riduca l’essere umano a pura merce da comprare e vendere?

 

Alcuni insegnanti e ricercatori presenti hanno richiesto  la registrazione dell’evento e le slide di preparazione per potere affrontare  il tema  nelle scuole.

Qui potete scaricare l’audio* della conferenza e le slide che hanno accompagnato l’esposizione delle tre relatrici. Buon ascolto e buon lavoro.

*attenzione: la conferenza inizia al minuto 1:43 della registrazione audio

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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