LA RECENSIONE

Le Libere hanno visto “Qualcosa di nuovo” di Cristina Comencini

Rita Cavallari
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Non è facile essere donna…non è facile neanche essere uomini quando una generazione di donne spariglia i principi e le certezze su cui fino ad oggi si è retto un mondo patriarcale. 

 

“Qualcosa di nuovo”, l’ultimo film di Cristina Comencini, è la storia di Lucia, Maria e Luca: due donne nel bel mezzo della vita unite da antica amicizia che incontrano un giovane uomo. In una fitta rete di situazioni, sorprese, colpi di scena, l’autrice ci parla di temi di oggi: la solitudine delle donne e la loro difficoltà di relazione con i coetanei (le due amiche sono entrambe quarantenni), la fragilità dei giovani uomini (Luca non ha ancora vent’anni) e la loro paura di fronte all’universo femminile. Lucia e Maria, che hanno entrambe un matrimonio alle spalle, esorcizzano in modo diverso la loro delusione sentimentale: Lucia erige un muro di protezione e cancella ogni rapporto amoroso con l’altro sesso, Maria vive allegre e spensierate giornate di incontri cambiando partner ogni sera.

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Paola Cortellesi interpreta Lucia in “Qualcosa di nuovo”

 

Luca piomba tra loro come un uragano, con la forza della giovinezza e la freschezza della curiosità. Ha una sua teoria: le donne passano la prima parte della vita a fare progetti e la seconda a smontarli. Fin da piccole sanno quello che vogliono fare, poi non riescono ad andare avanti e si ritrovano sole. Donne quarantenni giovani e belle vivono la crisi delle relazioni e la difficoltà di dialogo con gli uomini. I maschi, dal canto loro, sono disorientati dalla forza e dalla libertà delle donne e si sentono deboli, privi di strumenti culturali e punti di riferimento certi.

 

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Nell’amore con Luca le due amiche entrano in crisi. Devono fare i conti con la parte inespressa della loro identità, i loro desideri, la ricerca di stabilità, la libertà. Non è facile essere donna. Anche quando si è bella e realizzata nel lavoro, sia quando si hanno figli, come Maria, sia quando non si hanno, come Lucia. Non è facile neanche essere uomini quando una generazione di donne spariglia i principi e le certezze su cui fino ad oggi si è retto un mondo patriarcale. Dovremo cercare accordi e convergenze, sperimentare relazioni inedite. Con garbo ed eleganza Cristina Comencini ci offre una storia frizzante, ironica e divertente che scava nelle nostre contraddizioni.

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Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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