UNIONE EUROPEA

Consiglio d’Europa e Ue: ruoli diversi, valori comuni

Francesca Marinaro
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Il voto contrario dell’Assemblea del Consiglio d’Europa sulla regolazione della maternità surrogata è importante perché evita una contrapposizione valoriale tra Unione europea e Consiglio d’Europa. Le due organizzazioni sovranazionali condividono, infatti, gli stessi valori fondamentali – diritti umani, democrazia e stato di diritto – ma sono entità distinte che svolgono ruoli diversi, seppur complementari. Tali valori fondamentali sono al centro dell’azione del Consiglio d’Europa.

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Quest’ultimo riunisce 47 Stati di tutto il continente europeo, e non solo, al fine di convenire su norme giuridiche minime in molteplici settori. Verifica in seguito in che modo i paesi applicano le indicazioni comuni cui hanno deciso di aderire e fornisce loro assistenza tecnica, spesso in collaborazione con l’Unione europea, per aiutarli in tal senso. L’Ue si riferisce a questi stessi valori europei, considerati elementi essenziali del suo processo d’integrazione politica ed economica. Si basa spesso sulle Convenzioni e raccomandazioni del Consiglio d’Europa al momento dell’elaborazione di strumenti giuridici e di accordi applicabili ai suoi 27 Stati aderenti.

Inoltre, l’Unione europea si serve regolarmente delle norme e delle attività di monitoraggio del Consiglio d’Europa nelle relazioni con i paesi vicini, molti dei quali sono aderenti al Consiglio d’Europa. Il Trattato di Lisbona ha ampliato il campo d’azione dell’Unione europea in molti settori in cui il Consiglio d’Europa ha già maturato un’esperienza e una competenza specifica, in particolare quella sui diritti umani.

Questa nuova situazione ha portato a una maggiore cooperazione su questioni quali la lotta contro la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la violenza nei confronti delle donne. Ha inoltre aperto la strada all’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti umani, e ad altri accordi del Consiglio d’Europa. Vista da qui, la questione della regolazione della maternità surrogata, tra l’altro oggetto di una recente condanna da parte del Parlamento europeo, come “esigenza” di tutela del minore, staccata dalla questione sfruttamento del corpo femminile e relazione, gestante nascituro/a, avrebbe certamente alterato questa matrice valoriale comune.

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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