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RASSEGNA STAMPA

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RASSEGNA STAMPA 1 – 24 ottobre 2016_Il coraggio di essere donne:

 

(di Cecilia Sabelli)

I fatti dell’ultimo mese, come le storie di molti film presentati all’ultima Festa del cinema, mostrano quante ancora oggi siano le difficoltà dell’essere donne, tra nuove e vecchie insidie, ma anche quanto lo sia essere uomini “quando – come racconta Rita Cavallari dopo aver assistito a “Qualcosa di nuovo” di Cristina Comencini – una generazione di donne spariglia i principi e le certezze su cui fino ad oggi si è retto un mondo patriarcale”. E proprio il rapporto tra uomini e donne è stato al centro del dibattito sulla singolare campagna elettorale per le presidenziali americane delle ultime settimane. Non è un caso che il sottotitolo del nostro sito citi “Il coraggio di essere donna”: in circostanze in cui questo rapporto va urgentemente ridefinito, è esattamente questa componente che questo mese abbiamo visto tirar fuori per esempio a tutte quelle donne scese in piazza, dalla Calabria al Sudamerica, per urlare il proprio no alla violenza e al femminicidio, quasi sempre senza responsabilità politiche, o come in Polonia a leggi anti-aborto che non riconoscono l’autodeterminazione delle donne. La stessa autodeterminazione che oggi trova nuovi nemici per esempio nel business della riproduzione, di cui il Consiglio d’Europa ha tenuto conto dicendo ancora una volta “no” alla regolamentazione della maternità surrogata. Tempo fa abbiamo lanciato una sfida: “Riprendiamoci la maternità”, in un paese dove da gennaio a giugno i nuovi nati sono diminuiti del 6%, il triplo rispetto a un anno fa e dove, come ha ben detto questa settimana una madre lavoratrice al Corriere:  “il femminismo è stato frainteso. Abbiamo inseguito dei modelli maschili pensando di raggiungere la parità. Non è andata bene”. La maternità “non è un peso da cui liberarsi ma una potenza da affermare politicamente e socialmente” ha detto Francesca Izzo di Libere nel suo discorso a StrasburgoE le donne stanno tirando fuori coraggio e voglia di sopravvivere ed essere se stesse anche in questo spazio.

 

 

 

Pazza idea
Cheliberta.it del 12/10/2016

“L’America ha molti problemi, ma di questi problemi non si parla…Il tema centrale di questa singolare campagna elettorale è infatti quello dei rapporti tra uomini e donne”: la “pazza idea” della nostra Simonetta Robiony sulle presidenziali USA.

 

Cosa pensano le femministe di Hillary Clinton
Pequodrivista.com del 10/10/2016

“la società è costruita dagli uomini per loro e le donne sono necessarie nella sfera privata, punto. Ogni sforzo per entrare nella sfera pubblica, portandosi dietro il proprio corpo e la propria storia, confligge con quelle regole non scritte, e per questo tanto più difficili da contestare, di cui appunto si parla. O si cambiano le regole o non c’è spazio di libertà reale per le donne”. La nostra Serena Sapegno in un’intervista di Sara Gvero.

 

#NiUnaMenos: lo sciopero delle donne sudamericane
27esimaora.corriere.it del 21/10/2016

Dopo lo stupro e la morte della 16enne Lucia Perez a Buenos Aires le donne scendono in piazza: manifestazioni e astensione dal lavoro e da casa in tutta l’America latina per richiamare l’attenzione sugli stupri e sull’inquietante numero di casi di femminicidio. 

 

Calabria in piazza contro la violenza sulle donne
Cheliberta.it del 20/10/2016

Con una manifestazione nazionale, lo scorso 21 ottobre, la Calabria è scesa in piazza per dire ‘no’ alla violenza contro le donne, dopo che a Melito di Porto Salvo una ragazzina di 13 anni è stata stuprata dal branco per due anni sotto gli occhi di tutti, senza che qualcuno denunciasse cosa stava accadendo.

 

Noi mamme lavoratrici in crisi, tutto è pensato a misura d’uomo
27esimaora.corriere.it del 18/10/2016

«Credo che abbia ragione chi sostiene che il femminismo è stato frainteso. Abbiamo inseguito dei modelli maschili pensando di raggiungere la parità. Non è andata bene. La vera rivoluzione sarebbe creare dei veri modelli femminili»: l’intervista piena di verità alla mamma autrice della lettera a Severgnini.

 

Libertà è dare pieno riconoscimento alla maternità
Cheliberta.it del 11/10/2016

L’intervento della nostra Francesca Izzo nel quadro dell’indagine su “Le donne nello spazio pubblico” discussa lo scorso 11 ottobre a Strasburgo dalla Commissione Equality and non Discrimination del Consiglio d’Europa: “se non c’è una profonda convinzione da parte delle donne, di un numero grande di donne , soprattutto delle giovani generazioni, che la maternità non è un peso da cui liberarsi ma una potenza da affermare politicamente e socialmente, nessuna politica davvero innovativa si farà…”.


 

 

Speciale Surrogacy:

 

Surrogacy, equivoco parlare di dono
Cheliberta.it del 20/10/2016

“Mi preoccupa che venga “rottamato” quel punto cardine del femminismo che è la relazione madre figlio…”, commenta Livia Turco a proposito del pronunciamento del Consiglio d’Europa, aggiungendo: “la nostra società e la nostra vita continua ad essere vista con gli occhi e gli interessi degli adulti”.

 

Consiglio d’Europa e UE: ruoli diversi, valori comuni
Cheliberta.it del 19/10/2016

“Il voto contrario dell’Assemblea del Consiglio d’Europa sulla regolazione della maternità surrogata è importante perché evita una contrapposizione valoriale tra Unione europea e Consiglio d’Europa. Le due organizzazioni sovranazionali condividono gli stessi valori fondamentali – diritti umani, democrazia e stato di diritto – ma sono entità distinte che svolgono ruoli diversi, seppur complementari”: ne parliamo meglio con la nostra Francesca Marinaro.

 

Il Consiglio d’Europa boccia il rapporto sulla maternità surrogata
Corriere.it del 11/10/2016

Al seminario di Strasburgo Francesca Izzo (Se Non Ora Quando – Libere) e Ana-Luana Stoicea-Deram (presidente del Collectif pou le respect de la personne) hanno sostenuto che non c’è alcuna distinzione tra quella che è chiamata maternità surrogata commerciale e quella definita «gratuita», perché entrambe si fondano su un contratto, e che questo trasforma il ventre della madre e il nascituro in beni commerciabili. Il pezzo di Monica Ricci Sargentini.


 

Aborto:

 

Da obiezione di coscienza pericolo nuova clandestinità
Cheliberta.it del 07/05/2016

“Un medico che accetta adesso di diventare medico presso un ospedale dovrebbe sapere che deve rispettare la legge italiana, qualunque legge, anche quella sull’interruzione volontaria di gravidanza che esiste e viene applicata da lungo tempo. Nel caso la sua coscienza glielo impedisse dovrebbe, invece, rinunciare a lavorare nella sanità pubblica ripiegando su una attività privata. All’estero accade. Da noi no”: scriveva poco tempo fa la nostra Simonetta Robiony.

 

Polonia, vince la protesta delle donne. Marcia indietro sulla leggi anti-aborto.
Repubblica.it del 6/10/2016

Vincono le donne polacche che, pur mantenendo la regolamentazione sull’aborto più restrittiva d’Europa, con la lotta hanno evitato una legge che avrebbe introdotto pene carcerarie.


 

 

Approfondimenti:

 

 

Femvertising quanto basta
Cheliberta.it del 17/10/2016

La parola femvertising è un neologismo nato dalla fusione delle due parole inglesi feminism, in italiano femminismo, e advertising, pubblicità. In parole povere, una pubblicità femminista o almeno che tenta di farlo fuori dai soliti (nemmeno così fruttuosi) stereotipi e sessismi vari. Dunque “la necessaria evoluzione del mondo della pubblicità, oppure un nuovo modo di fare soldi sulle nostre lotte?”: Hilde Merini ci racconta il femvertising e le sue trappole.

 

Solidarietà e urbanistica
Cheliberta.it del 17/10/2016

“Certo non possono trasformarsi in un’autentica amicizia le ore notturne passate a chattare sui social raccontandosi come si vorrebbe essere e non si è. E i centri commerciali, immensi templi innalzati al consumo, non possono essere il solo luogo di aggregazione…Cosa può dire una giovane madre, per cominciare un discorso che potrebbe trasformarsi in un’amicizia, a una altra giovane madre concentrata sulla spesa in un supermercato?”.


 

Donne sul grande schermo:

 

Tutte le donne della Festa del Cinema
Cheliberta.it del 20/10/2016

Donne in crisi, donne disperate, donne sole, donne affaticate, donne vendicative, donne abusate, donne inquiete, donne infelici – vero che essere donna non è semplice, ma questa folla di donne dolenti forse non aiuta – tranne una, indovinate chi…

 

Le Libere hanno visto Qualcosa di nuovo di Cristina Comencini
Cheliberta.it del 12/10/2016

“Non è facile essere donna…non è facile neanche essere uomini quando una generazione di donne spariglia i principi e le certezze su cui fino ad oggi si è retto un mondo patriarcale”. Ecco perchè al cinema trovate “Qualcosa di Nuovo” della nostra Cristina Comencini.


 

 

Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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