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Calabria in piazza contro la violenza sulle donne

Anna Carabetta
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Con una manifestazione nazionale, il 21 ottobre, la Calabria dice ‘no’ alla violenza contro le donne dopo che a Melito Porto Salvo una ragazzina di 13 anni viene stuprata dal branco per due anni sotto gli occhi di tutti, e nessuno parla per rispetto o per paura del clan Iamonte, e tra i violentatori ci sono il figlio del boss Iamonte, il figlio di un maresciallo dell’esercito e il fratello di un poliziotto. In questa regione dove i malavitosi possono sulle menti della gente più delle istituzioni, la ‘ndrangheta ha vita facile laddove desideri preservare e replicare la misoginia feroce di cui si è sempre nutrita, riducendo le donne a corpi di proprietà da usare e cedere a piacimento.

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Scendere in piazza per contrastare questa cultura è doveroso anche se alcune associazioni di donne hanno espresso il loro disappunto per lo spostamento a Reggio Calabria della manifestazione programmata in un primo tempo a Melito dove avrebbe avuto una valenza simbolica più forte. La giornalista calabrese Alessia Candito precisa che dai magistrati della procura della Repubblica e dal Tribunale dei minori è arrivata un’indicazione chiara: la priorità per tutti deve esser la tutela della ragazza, che non può e non deve essere sovraesposta più di quanto non sia stato fatto. Allo stesso modo, non si deve neanche rischiare che un eventuale inquinamento del quadro probatorio pregiudichi l’inchiesta in corso.

 

Chi ha scritto questo post

Anna Carabetta

Anna Carabetta

Ho lavorato come insegnante, attrice e autrice teatrale. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Insieme a una ventina di amiche ho fondato a Torino “L’Uovo”, un locale aperto a tutti, dove si mangiava, si presentavano libri scritti da donne, si rappresentavano piccoli spettacoli teatrali incentrati sui temi del mondo femminile. Sono tra le fondatrici di Se Non Ora Quando che ho esportato in Calabria, nella Locride, mia terra d’origine. Organizzo tour teatrali con gli spettacoli “Libere” e “L’amavo più della sua vita” scritti da Cristina Comencini per Se Non Ora Quando-Libere. Vivo a Roma, sono sposata e ho un figlio di 25 anni.

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