NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Surrogacy: equivoco parlare di dono

Livia Turco
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Mi preoccupa che venga trascurato, oscurato, anzi “rottamato” quel punto cardine del femminismo che è la relazione madre figlio che si costruisce nel grembo materno, il principio ed il valore della la maternità come relazione.

 

È stato un risultato importante il pronunciamento del Consiglio d’Europa in merito alla maternità surrogata perché , partendo dalla doverosa tutela di ogni minore, avrebbe introdotto una forma di regolamentazione di tale pratica.

 

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Sono convinta che la questione centrale sia quella della battaglia culturale. Bisogna tenere vivo il dibattito, approfondirlo, ampliarlo, coinvolgere tante donne e tanti uomini per spiegare in cosa consiste la pratica dell’utero in affitto. Metto l’accento sul dibattito pubblico perché mi colpisce e mi fa riflettere e mi addolora che le forze di sinistra e progressiste siano attestate su una posizione equivoca dal mio punto di vista, tendente a distinguere la mercificazione del corpo femminile dal dono del medesimo e dall’altruismo in nome del principio che ci è carissimo della libertà di scelta e dell’autodeterminazione delle donne.

 

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Mi preoccupa che venga trascurato, oscurato, anzi “rottamato” quel punto cardine del femminismo che è la relazione madre figlio che si costruisce nel grembo materno, il principio ed il valore della la maternità come relazione. Perdere di vista la centralità di questo principio significa perdere di vista il fondamento del principio etico dell’autodeterminazione, quello su cui abbiamo fondato, ad esempio, la possibilità di esercitare la nostra responsabilità verso l’aborto. Quello che fonda la differenza femminile e la maternità come scelta. Mi colpisce e mi addolora che tale offuscamento riguardi anche tante donne che sono state protagoniste delle battaglie per la libertà femminile.

 

 

L’altra questione che ci sta difronte è quella della tutela dei minori. Dopo alcune felici stagioni politiche (come quella dei Governi dell’Ulivo) che avevano messo al centro i diritti dell’infanzia siamo tornati ad un offuscamento di tale tematica. La nostra società e la nostra vita continua ad essere vista con gli occhi e gli interessi degli adulti. Bisogna rimettere in testa ai nostri pensieri la vita dei bambini. Non è solo questione di norme ma di cultura, di stili di vita, di relazioni umane.

 

 

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