BATTAGLIE INTERVISTE

LILIANA CAVANI: Tina, personalità straordinaria

Ph. Liliana Cavani on The Night Porter - YouTube
Simonetta Robiony
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La morte di Tina Anselmi, una delle donne più importanti nella storia della nostra Repubblica, fa sperare a Liliana Cavani, uno dei grandi nomi del nostro cinema, di poter finalmente realizzare per la Rai una fiction su di lei e sul suo percorso politico e umano. È un’idea che le gira in testa da anni, ammette, da quando qualcuno le raccontò che, a diciassette anni, “la Tina”, come la chiamavano a Castelfranco veneto dove è nata e dove si è spenta a quasi novant’anni, era diventata una staffetta partigiana dopo aver assistito, con un gruppo di compagni di scuola, all’impiccagione di alcuni ragazzi da parte dei nazifascisti.

 

Come mai questa sua scelta fatta da ragazzina l’aveva tanto colpita?

Nel 1965 avevo girato per la Rai un documentario sulle donne nella Resistenza. Avevo a mia disposizione una cinquantina di minuti, quindi mi ero concentrata su quelle figure femminili che, durante l’ultima parte della guerra, avevano operato attivamente in Emilia, Toscana, Lombardia, Piemonte. Il Veneto, che aveva avuto meno combattimenti, l’avevo trascurato.

E questo con il passare del tempo era diventato un suo dispiacere?

Mi è sempre parso che siano state raccontate poco queste donne. Nel mio documentario, che è l’unico su questo argomento, avevo scelto le più coraggiose, quelle che avevano preso in mano le armi ed erano pronte ad usarle. Furono interviste molto angosciose: una era stata torturata, un’altra era stata presa con la figlia, una terza era stata addirittura alla testa dei resistenti di Bologna. Pochi lo sanno ma la prima repubblica libera in Italia fu quella di Sassuolo, diretta da una donna colonnello dell’esercito partigiano. Ecco, avrei voluto che di quel periodo storico, noi italiani ci fossimo occupati di più per raccontare il contributo femminile dato alla nostra liberazione dal fascismo. E Tina Anselmi mi pareva il personaggio giusto.

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Anche perché la Anselmi era notissima. Sindacalista della Cisl, parlamentare della Dc, prima donna a diventare ministra, prima al Lavoro, poi alla Sanità, capo della Commissione di indagine sulla P2 dove interroga 198 persone arrivando a scrivere una relazione tuttora considerata perfetta. Fu indicata perfino, più volte, come possibile Presidente della Repubblica. A lei si deve la legge sulla parità salariale, il servizio sanitario nazionale, la firma apposta, nonostante fosse una cattolica osservante, sotto la legge che regolamentava l’aborto. L’assassinio di Moro, cui era molto vicina, la straziò, ma non fermò il suo impegno politico. Una personalità, la sua, fuori dall’ordinario.

Tutto vero, ma quello che più mi intrigava era l’inizio della sua vicenda: una ragazzina che sceglie di diventare staffetta partigiana. Era la prova del suo carattere.

L’aveva mai incontrata?

Mai. Non frequento il giro dei politici e lei non frequentava quello del cinema. Forse non ha neppure saputo quanto abbia pensato a questo progetto. Anche perché non l’ho neanche proposto a qualcuno. Per la Rai, anni fa, ho raccontato Alcide De Gasperi. Adesso che Tina Anselmi è morta forse sarà più facile realizzarlo.

 

 

Chi ha scritto questo post

Simonetta Robiony

Simonetta Robiony

Faccio la giornalista da quando avevo vent’anni. Ho iniziato a fare giornalini scolastici a tredici. A ventitré ero alla Rizzoli, nella redazione di Annabella, il femminile più aperto all'epoca sulla questione delle donne. Con lo scandalo della p2 e Angelo Rizzoli in galera, sono passata a La Stampa. Quando ho cominciato a lavorare, ho scoperto che le donne erano il 10% della categoria e pochissime potevano arrivare ai vertici, quindi mi sono interessata alla questione femminile. Non ho più smesso, anche se ormai è passato diverso tempo. Uno dei miei valori è la tenacia: ho da oltre 40 anni lo stesso marito, per lunghissimo tempo fuori Roma a far carriera, con cui non condivido quasi niente se non l'affetto, il rispetto per le reciproche diversità e due figli ultraquarantenni, assai cambiati nel tempo.

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