ABORTO PAPA FRANCESCO

Aborto: il Papa che continua a stupirci

Ph. Marco Garro (Creative Commons/Flickr)
Ph. Marco Garro (Creative Commons/Flickr)
Serena Sapegno
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Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. (Papa Francesco)

Le parole di Papa Bergoglio avevano colpito molto all’apertura dell’anno giubilare della Misericordia ed erano inscritte sotto il segno straordinario dell’evento che prevede, da sempre, un perdono speciale ai peccatori. Ora, nel suo estendere illimitatamente ai sacerdoti l’indicazione verso il perdono, a donne e medici, il Papa marca uno stacco davvero netto con la storia che lo ha preceduto, e conferma il proprio rifiuto ad ergersi a giudice dei comportamenti altrui.
Le battaglie delle donne per la depenalizzazione dell’aborto non negavano né sottovalutavano la difficoltà o anche la drammaticità di quella scelta, eppure non sono mai mancati giudici improvvisati e sprezzanti, autoproclamati difensori della vita, senza alcun rispetto per la scelta responsabile delle donne. In questi tempi di odio urlato e rivendicato, il Papa continua a stupire credenti e non credenti per la forza con cui torna a mettere al centro l’umanità, nella sua fragilità e sofferenza, che va accolta e incoraggiata a fare lo stesso con gli altri.

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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