Se non ora quando? - LA STORIA

6° Puntata: Finalmente LIBERE

 

Per la prima volta, quindi, Se non ora quando – Libere e SNOQ Factory diventano due realtà. Ci divide l’atteggiamento verso le istituzioni, più dialogante il nostro e più antagonista il loro, l’ottica con cui vogliamo affrontare la violenza sulle donne, la scelta di considerare centrale la maternità, il confine da segnare ai diritti individuali.

 

[Prosegue dalla 5° Puntata: da uno due, Libere e Factory] La speranza di restare unite che ci ha sostenuto molto a lungo ci spinge a concentrarci sulla creazione di una struttura organizzativa, ma anche qui ci ritroviamo con due distinte proposte. Quella del gruppo che sarebbe diventato SNOQ Factory più burocratica e complicata prevedeva un’assemblea generale con comitati territoriali e tematici, un coordinamento nazionale da rinnovarsi periodicamente, un gruppo addetto alla comunicazione e lo scioglimento del Comitato Promotore Nazionale in queste nuove strutture. L’altro, quello firmato dal gruppo che sarebbe diventato Se non ora quando – Libere, partiva dall’idea che una eccessiva istituzionalizzazione non rispondeva al carattere trasversale del movimento e per questo proponeva una rete aperta che potesse dialogare su una piattaforma digitale per lo scambio di flussi informativi: la leadership sarebbe derivata dall’autorevolezza delle proposte e delle azioni. Passa la prima proposta ma per il momento si forma solo un coordinamento nazionale dei comitati e resta in vita, per gestire la comunicazione, una parte del Comitato Promotore Nazionale.

Casa Internazionale delle donne (Wikipedia/CreativeCommons)

Casa Internazionale delle donne di Roma

Il 13 e 14 luglio 2013, ancora alla Casa Internazionale delle donne di Roma, si riunisce per la prima volta il neonato organismo del Coordinamento Nazionale. In apertura Eva Provedel di Genova consegna un questionario alle rappresentanti dei vari comitati e si creano gruppi di lavoro: dovranno articolare meglio l’organizzazione. Giorgia Serughetti ed Eva Macali spiegano come hanno lavorato fino a quel momento sulla comunicazione digitale. Antonella Anselmo, da avvocato, fornisce elementi giuridici sulla proprietà del web. Il giorno successivo, domenica, la discussione si focalizza sul tema della comunicazione considerato centrale: da tutto questo nasce un numeroso gruppo di comunicazione che dovrebbe, attraverso la mediazione di Giuliana Brega e Silvia Motrone, essere in contatto stabile con il Coordinamento Nazionale. Sulla base dei risultati del questionario si decide che sarà convocata a Roma una riunione il 26 e 27 ottobre 2013 per mettere la parola definitiva alla nuova struttura.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

In estate, però, la proposta di una nuova legge contro la violenza sulle donne acutizza spaccature e contrasti al nostro interno. Nel Paese la questione stava montando da lungo tempo. Le donne continuano a morire per mano degli uomini. Sui giornali e in televisione la violenza sulle donne, in tutte le sue forme, dalla discriminazione sul lavoro allo stalking, dalle molestie fino all’omicidio, è un argomento ricorrente. Il 28 maggio 2013 la Camera dei deputati aveva approvato la ratifica della convenzione di Istanbul, un trattato firmato il 7/4/2011 in Turchia proprio perché in quel paese la condizione femminile è ancora precaria. Da quel momento qualunque forma di violenza era diventata una violazione dei diritti umani e una discriminazione, tant’è che, studiandolo con quest’ottica, risulta il reato più diffuso nel mondo, ancor più dello spaccio di droga. In Italia, già dal 1996 la violenza sessuale da reato contro la morale era stato trasformato in reato contro la persona. In Parlamento, ad agosto 2013, in un decreto governativo omnibus, il ministro degli interni Alfano aveva inserito una serie di articoli dedicati alla violenza contro le donne: diventerà legge, con significative modifiche, nell’ottobre successivo.

Il provvedimento arricchisce il codice di nuove aggravanti e amplia le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti. Il testo mette in campo anche risorse per finanziare sia un piano d’azione sia la rete di case – rifugio. La principale novità riguarda il riconoscimento della violenza domestica tra le quattro mura di casa. Altra novità è che viene data pari dignità a ogni relazione affettiva: per aggravare la pena è sufficiente che tra un uomo e una donne ci sia un vincolo d’amore. Così come viene considerata un’aggravante se la violenza è compiuta contro donne in gravidanza o di fronte ai figli.

Logo della campagna Mai più complici

Logo della campagna Mai più complici del 2011 di Se Non Ora Quando? contro la violenza sulle donne.

Questa legge, che pure offre maggiore tutela alle donne, non è condivisa da svariati gruppi femminili e femministi che vorrebbero offrire un finanziamento maggiore ai centri antiviolenza operanti da anni in Italia e che ritengono che solo le donne possono comprendere ed aiutare altre donne. Ed è su questi punti che la galassia Se Non Ora Quando? non è compatta: sono due visioni diverse che si scontrano. Una parte vorrebbe che delle donne si occupassero solo le donne, come nel vecchio femminismo e non accetta i previsti interventi che la legge mette a carico delle forze dell’ordine, tanto da accusarla di essere una legge “securitaria”. Un’altra parte, la nostra, pensa che la donna, in quanto cittadina, debba essere difesa soprattutto dallo stato e, quindi, vede di buon occhio che siano chiamati in causa polizia, carabinieri, assistenti sociali, magistrati.

È una spaccatura che attraversa anche i partiti. Per tutta l’estate Se Non Ora Quando? è funestato da uno scambio di mail tra questi due gruppi. Il dialogo viene tenuto aperto con tenacia soprattutto da Serena Sapegno. La conseguenza è che, in Parlamento, insieme ad altre associazioni, vengono sentiti in audizione non uno ma due gruppi Se Non Ora Quando?: Se non ora quando – Libere e SNOQ Factory. La frattura è ufficiale: non possiamo più parlare con una sola voce. Per la prima volta, quindi, Se non ora quando – Libere e SNOQ Factory diventano due realtà. Ci divide l’atteggiamento verso le istituzioni, più dialogante il nostro e più antagonista il loro, l’ottica con cui vogliamo affrontare la violenza sulle donne, la scelta di considerare centrale la maternità, il confine da segnare ai diritti individuali.

Cristina Comencini a Palazzo Ducale Genova per la giornata contro la violenza sulle donne del 2013:

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Cosa rappresenta Se non ora quando? Alcune voci dalla piazza di Siena.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Il dibattito di quell’estate era stato sfinente. Ci rendemmo conto che gli strumenti di comunicazione erano saldamente in mano a SNOQ Factory e che la posizione di Se non ora quando – Libere, per questa ragione, non riusciva in alcun modo ad entrare nel circuito informativo. Comprendemmo, perciò, che in questo Coordinamento Nazionale non ci sarebbe stato spazio per la nostra azione. Il 26 e 27 ottobre ci riuniamo nuovamente a Roma presso la sala dell’Università La Sapienza, a Castro Laurenziano, dove si consuma definitivamente la rottura. Si arriva in tal modo allo scioglimento. I comitati locali avrebbero avuto la libertà di lavorare sul territorio con loro iniziative. Se non ora quando – Libere e SNOQ Factory avrebbero agito per proprio conto come comitati tematici. Noi di Se non ora quando – Libere decidiamo di uscire dal Coordinamento Nazionale. Il nostro pensiero era ed è che per il lavoro che abbiamo in mente sarebbe stato utile avere un nostro sito. Volevamo ripartire da Di Nuovo e riallacciare così il filo tra le femministe degli anni Settanta e le nuove generazioni che questa esperienza non l’avevano vissuta.

screen-shot-2016-12-13-at-11-23-47

Il sito lo aprimmo l’8 marzo 2014 per la Giornata delle donne e lo battezzammo col nostro nome: Libere. Licia Conte, giornalista, ebbe il ruolo di direttrice, coordinando la pubblicazione dei vari interventi. Cecilia Sabelli, giovane giornalista esperta di media e comunicazione, fu nominata assistente di Licia. Emanuela Donati, nuovo ingresso nel gruppo, utilizzando un modello offerto gratuitamente in rete, produsse lo schema del sito e ne curò l’avvio. Alla giornalista Simonetta Robiony furono affidate la maggior parte delle interviste. Rita Cavallari si occupava della rassegna stampa quotidiana. A far parte del nostro gruppo entrano anche Francesca Marinaro e tre giovani: Annalisa Ciatti, Karen Hassan, Silvia Pizzoli. Nel 2014 il sito ha ospitato testi su fatti di politica femminile, questioni di bioetica, commenti ai dati economici, oltre a interviste a personaggi di primo piano come Dacia Maraini, Emma Dante, Piero Angela, Corrado Augias, Vincenzo Visco, Maurizio Ferrera, rilanciati poi dalla pagina Facebook.  Molto spazio lo diamo all’apertura agli uomini amici delle donne tentando perfino di coinvolgerne alcuni nelle nostre riunioni. Ma il risultato non è stato incoraggiante e sentiamo l’esigenza di approfondirlo al nostro interno. Per le elezioni europee è stata realizzata una vera e propria campagna in nome della rappresentanza paritaria con interviste alle candidate dei vari partiti, esclusi i rappresentanti antieuropeisti. Rispondono Simona Bonafè e Caterina Chinnici del Partito Democratico, Elisabetta Gardini di Forza Italia, Beatrice Lorenzin del Nuovo Centro Destra, Paola Morandini di L’altra Europa con Tsipras, Siusy Blady dei Verdi.

10357731_635071579919872_978059268621751165_o 10371248_634533276640369_4415946754196496967_o 10153801_633691503391213_2985010346851703911_n

Continuiamo a portare avanti, a Roma e fuori Roma, le iniziative con la scuola. Donatina Persichetti e Rita Cavallari con il progetto “Mai più violenza- Mai più complici”, finanziato dal MIUR, durante l’anno scolastico 2013/14 organizzano dibattiti con studenti e studentesse, proiezioni dello spettacolo di Cristina Comencini “L’amavo più della sua vita”, incontri con i ragazzi dell’Istituto per minorenni Casal del Marmo e con le donne del carcere femminile di Rebibbia.

Campagna Mai più complici. Di spalle Donatina Persichetti.

Leggendo i dati ISTAT scopriamo che il 2014, e successivamente il 2015, sono stati gli anni in cui in Italia sono nati meno bambini in assoluto da quando si fanno le statistiche, ma che, nello stesso tempo, non è cresciuta l’occupazione femminile mentre sempre maggiore è il numero delle ragazze che studiano e frequentano l’Università. Il paradosso è evidente. Molte giovani donne italiane sono costrette ad accontentarsi di lavoretti precari rimandando per lungo tempo la decisione di diventare madri nonostante l’orologio biologico vada di fretta e una gravidanza a quarant’anni non sia più garantita. In anni in cui il controllo delle nascite, grazie alla contraccezione, ha aperto alle donne la via di una maternità libera e consapevole, modelli culturali, crisi economica, scarsi servizi, globalizzazione vincente, sembrano averle espropriate di questa libertà. Il sito che abbiamo appena aperto ci appare insufficiente e poco professionale, vogliamo essere più lette e più citate.

che-liberta-logoÈ sul tema della maternità negata, differita, ostacolata che apriamo una riflessione, inaugurando un nuovo sito, molto più ricco: lo chiamiamo “Che libertà”, dove potrebbe esserci un punto esclamativo ma anche uno interrogativo. Per arrivare al nuovo sito impieghiamo vari mesi di discussioni e approfondimenti.

screen-shot-2016-12-13-at-13-57-52

Il sito verrà lanciato nel settembre 2015 con un evento nel giardino dell’antiquaria romana Ida Benucci, evento organizzato da Francesca Marinaro.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari e Simonetta Robiony

Rita Cavallari e Simonetta Robiony

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi