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RASSEGNA STAMPA 4 gennaio 2017_Le sfide più importanti dell’anno appena concluso

 

Per salutare l’anno appena giunto al termine, abbiamo raccolto una selezione di riflessioni sugli eventi che lo hanno percorso, apparse su Cheliberta.it. Il 2016, prima con la Brexit, poi con gli attentati terroristici di Berlino e Istanbul, seguiti a quelli di Bruxelles, Dacca, Nizza e Monaco, ha reso chiaro di cosa abbiamo urgente bisogno: unità tra i diversi paesi europei e l’apertura di un dialogo autentico con le moltissime donne musulmane che vivono nelle nostre città. Non solo. La tragica scomparsa di Valeria Solesin, di Fabrizia di Lorenzo, insieme a quelle di altre giovani italiane, come le studentesse Erasmus uccise in un incidente in Spagna, rivelano quanto siano numerose le ragazze che come i loro compagni si gettano con entusiasmo e speranza nella realizzazione del sogno europeo: esiste un “nuovo popolo europeo”, come ha dichiarato Francesca Izzo su Rai Uno – che si va formando dal basso e condivide una lingua, dei costumi e una cultura comune, “la presenza delle donne è elemento costitutivo, e una novità” di cui essere consapevoli e orgogliosi.

 

“…sentono un mondo che spesso si chiude in difesa dell’esistente, incapace di aprire e rischiare vecchi equilibri per accedere a quel necessario rinnovamento che solo i/le giovani più preparati/e e coraggiosi/e possono portare”. Le parole di Serena Sapegno in cui molti giovani possono rispecchiarsi.

Le nostre ragazze Erasmus

 – Che libertà.it del 22/12/2016


“…dentro le case, fra loro, le donne allattavano, allevavano, vestivano, facevano da mangiare, piangevano la morte dei figli con i gesti e con le parole. Avevano frasi profonde per confortare, per sgridare, per raccontare, per dire addio ai propri cari”. Le donne, tutte, hanno una storia comune che Cristina Comencini chiede di far valere dinanzi al mondo degli uomini per dire ‘no’ alla violenza e alla paura.

Alle donne islamiche

 – Che libertà.it del 23/3/2016


Che cosa ti è successo Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo? Che cosa ti è successo madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?“. Le parole di Francesco rilette da Annamaria Riviello.

Francesco: Europa, sii di nuovo madre

– Cheliberta.it del 9/5/2016


 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno ha parlato delle oltre 120 donne uccise quest’anno in Italia dal marito o dal compagno. “Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.” Sui media nessuno il giorno seguente ha citato questo passo. Eppure, il 2016 è stato l’anno del femminicidio di Sara, del coraggio dei bambini di Caivano che hanno rotto l’omertoso silenzio degli adulti intorno alla morte della piccola Fortuna, e di uno stillicidio di morti orribili di donne che hanno scosso e cominciato a interrogare anche gli uomini. Per primo lo scrittore Edoardo Albinati, premio Strega con il suo “La scuola cattolica”: un viaggio alle radici della violenza maschile. E insieme a lui anche altri: qualcosa è cambiato, come abbiamo raccontato spesso dalle pagine del nostro sito, ma resta ancora molto da fare per andare ancora avanti e non rischiare di tornare indietro come abbiamo visto accadere quest’anno nel caso di un’altra battaglia, quella dell’aborto

 

 

Le donne sono più libere di agire e pensare, ma la società è rimasta fondata sulla centralità del maschio”, sostiene Zoja, aggiungendo che la violenza è il cono d’ombra della identità maschile perché per l’uomo conciliare biologia e cultura è più difficile di quanto lo sia per la donna.

LUIGI ZOJA: fine del patriarcato, l’uomo torna centauro?

– Cheliberta.it del 20/12/2016


Un paio di anni fa, a un convegno, mentre parlavo del Codice rosa – racconta la dott.ssa Doretti, nominata tra le 100 donne dell’anno del Corriere – un importante direttore di un ospedale del nord Italia, mi interruppe dicendomi: “Cos’è sta cosa? Noi siamo un ospedale e ci occupiamo di cose serie”. Gli risposi che non c’era nulla di più serio di un crimine contro l’umanità come è l’atto compiuto dal maschio che usa violenza contro la femmina perché la sente inferiore. “. 

VITTORIA DORETTI: molto è cambiato ma serve l’aiuto di tutti

– Cheliberta.it del 14/5/2016


“La cultura è un fatto potentissimo e la cultura maschile che fino a pochi anni fa ha regolato il mondo è profonda e radicata”. Il giornalista Antonio Polito intervistato dalla nostra Rita Cavallari.

ANTONIO POLITO: maschilismo, sarà una battaglia lunga

– Cheliberta.it del 25/9/2016


“Nel confronto quotidiano questa disparità finisce col pesare, col diventare intollerabile. Le ragazze pensano con la loro testa e i maschi non lo tollerano perché non hanno imparato a pensare. E purtroppo, a volte, reagiscono con la brutalità: insulti, botte, fino ad arrivare all’omicidio”.  

– Che libertà.it del 6/6/2016


“La parola femminicidio – dichiara l’attore intervistato dalla nostra Simonetta Robiony – grazie ai giornali, alle inchieste, alla televisione è diventata di uso comune e la recente legge contro la violenza sulle donne ha dato finalmente corpo a questo crimine specifico”.  

 GIULIO SCARPATI: autocoscienza anche per gli uomini

– Che libertà.it del 25/11/2016


 

L’anno appena trascorso è stato inoltre un anno pieno di azione: da quando abbiamo lanciato la nostra proposta “Riprendiamoci la maternità”, il nostro primo grande impegno preso in questa direzione è stata la firma della Carta nazionale di Parigi per l’abolizione universale della surrogacy. Convinte da sempre che “nessun essere umano può essere ridotto a mezzo”, abbiamo impedito, grazie alla sinergia con altre associazioni femministe europee, il passaggio presso il Consiglio d’Europa della risoluzione che avrebbe permesso una regolamentazione internazionale della maternità surrogata, fortemente sostenuta dalle lobby commerciali che premono per un allargamento della loro clientela anche nei paesi in cui è vietata.

 

Di seguito il testo dell’intervento di Francesca Izzo a nome di Se non ora quando – Libere nel quadro dell’indagine su “Le donne nello spazio pubblico” discussa lo scorso novembre a Strasburgo su invito della Commissione Equality and non Discrimination del Consiglio d’Europa.  

– Che libertà.it del 11/10/2016


“All’inizio abbiamo potuto verificare quanto fosse diffusa la disponibilità di donne e uomini di scienza, delle università, della politica come anche di femministe a considerare la maternità surrogata come un gesto altruista e generoso e quindi ad ammetterla. In seguito a questo dibattito, vi è stato però un sensibile cambiamento di clima: è ora più difficile trovare sui giornali e in televisione qualcuno che esalti la maternità surrogata”.  

– Che libertà.it del 2/2/2016


Racconta la nostra Francesca Marinaro: “siamo state mosse dall’idea che solo soggetti femminili sovranazionali forti e legittimati da un’opinione pubblica mondiale possono imporre regole ai mercati e tagliare le unghie a chi pensa di ridurre la riproduzione umana a fattore di produzione economica”.  

– Che libertà.it del 2/6/2016


L’anno che abbiamo congedato è infine quello del 70esimo anniversario del voto delle donne, che abbiamo celebrato con Marisa Rodano e Patrizia Gabrielli e assistendo al bellissimo “Suffragette”; quello che ci ha portato via Tina Anselmi, grande madre della nostra Repubblica e lo stesso dell’onda lunga di affermazione delle donne in politica che abbiamo commentato anche con Aldo CazzulloPaolo Mieli; al contrario di quanto avvenuto negli Usa, dove la campagna elettorale che ha portato all’elezione di Trump presidente, è divenuta emblema della rivoluzione dei rapporti tra uomini e donne a cui stiamo assistendo e a cui vogliamo dedicarci, per realizzare finalmente un mondo condiviso alla pari nelle relazioni familiari, lavorative e politiche. Un mondo di liberi e “Libere”, come è noto a chi conosce la nostra storia raccontata una volta per tutte dalle nostre Simonetta Robiony e Rita Cavallari. 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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