BATTAGLIE

Dalle donne una nuova idea di globalizzazione

Francesca Marinaro
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…il bisogno di una nuova idea di convivenza e solidarietà tra eguali ma differenti, che necessariamente comporta una rinnovata responsabilità democratica verso la vita di tutte e tutti.

 

La massiccia manifestazione delle donne americane del 21 gennaio 2017, come d’altronde lo fu anche quella del movimento italiano “Se non ora quando?” del 13 febbraio 2011, danno e hanno impresso il segno visibile della capacità delle donne di prendere in mano la difficile situazione politica, sociale e relazionale che il mondo oggi sta attraversando. In questi due movimenti nati in difesa della dignità delle donne e dei loro diritti, al fondo si esprime una stessa necessità globale: dare un senso nuovo non soltanto alla vita individuale degli esseri umani, ma anche al loro destino collettivo.

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In sostanza si esprime il bisogno di una nuova idea di convivenza e solidarietà tra eguali ma differenti, che necessariamente comporta una rinnovata responsabilità democratica verso la vita di tutte e tutti. Qui risiede a mio avviso il carattere globale che hanno assunto questi due grandi movimenti delle donne. Fuori dai proclami elettorali le preoccupazioni maggiori per il movimento delle donne americane riguardano la condotta che assumerà la nuova presidenza nelle relazioni internazionali degli Stati Uniti con il resto del mondo, nelle tutele per i più deboli e nei diritti della persona.

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È presto ancora per dire se le donne saranno in grado di rappresentare la maggioranza del voto contrario che il popolo americano ha espresso nella elezione di Trump. Comunque vadano le cose: il nuovo presidente dovrà fare i conti con le donne.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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