SGUARDI

La sfida delle donne Usa

Roberta Trucco
Scritto da

La marcia delle donne di Washington è stato un segnale poderoso per tutti coloro che  continuano a lavorare per un mondo più giusto, più equo più rispettoso di tutti e tutte. È un segno anche per coloro che oggi occupano e gestiscono il potere. Abbiamo imparato a conoscere l’impermeabilità di certo “potere” a eventi come questi. Molti di loro credono che il denaro (con denaro intendo l’appoggio di lobby e potenze finanziarie) li renda invulnerabili. Certamente la ricchezza è un grande vantaggio, questo non possiamo nascondercelo, ma non significa che siano invincibili.

Sei anni fa siamo scese in piazza con Se non ora Quando? e le similitudini con questa piazza sono molte. Allora un piccolo gruppo di donne intercettò, con poche parole, il senso profondo di ciò che vivevamo in quel momento e in migliaia ci riversammo nelle piazze. Un milione di persone scese in piazza!

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Ora molti diranno ma poi cosa è successo? È successo moltissimo. Abbiamo prodotto un movimento culturale che oggi sta radicalmente trasformando l’approccio e la narrazione della complessità odierna, sta cambiando il linguaggio che ci permette di comunicare! Certo viviamo nello spazio e nel tempo e dunque tutto è soggetto a ondate come anche delle risacche, spazi di conflitti e tempi di riflessione, ma il movimento si è innescato e non tornerà indietro. Ecco il segnale importante per noi che da quella piazza abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione. Le donne stanno compiendo il salto evolutivo e lo fanno con la facilità di chi crede possibile in una comunicazione altra, una comunicazione spirituale che ci unisce nel profondo.

Ieri ho seguito su Fb la diretta della Women’s March. Le donne che si sono avvicendate sul palco, donne con appartenenze e radici davvero lontane, avevano tutte una carica comune, una capacità comunicativa eccezionale. Avevano tutte qualcosa da dire che conteneva il senso di tutte e la loro differenza! Ero inchiodata al letto con la febbre ma sono rimasta inchiodata anche ad ascoltarle affascinata dalla loro determinazione.

Le parole ricorrenti: “non abbiamo paura e lotteremo senza tregua”. Si rivolgevano direttamente al presidente Trump; senza mezzi termini hanno ribadito che non permetteranno al congresso di realizzare molte delle cose che Trump ha detto di volere fare. Tutte hanno ribadito che il giorno della marcia è l’inizio della sfida e che da domani si comincia a fare! Ecco la differenza sostanziale delle donne di oggi. Oggi siamo in grado di capire subito quando ci è sferrato un attacco mortale…noi ci abbiamo messo 20 anni di berlusconismo per comprenderlo (e badate bene: sappiamo bene che non era solo Berlusconi il problema, ma cosa si celava dietro il Berlusconi – pensiero e anche dietro gli anti Berlusconi – pensiero). Oggi l’elezione di Trump, l’evidenza di un cortocircuito nella democrazia  – è stato eletto presidente un candidato che ha preso bene tre milioni di voti in meno della sua avversaria –  sono stati un segnale chiaro a tutte e tutti che non si può restare fermi a guardare.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Sul palco è salito anche il simpatico Michael Moore, che ha invitato il pubblico a ripetere ad alta voce il numero di telefono del Congresso: ha invitato tutti a telefonare almeno una volta al giorno a partire da domani: “ci vogliono solo due minuti” ha detto ma da cui si può ottenere molto! Una sorta di resistenza non violenta ma proattiva.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Ecco per me questa si chiama resilienza! Abbiamo infinite possibilità di cambiare le cose, basta uscire dall’alienazione e volere trovare punti di contatto per creare nuove comunità e nuovi modi di stare insieme. Tra i vari interventi voglio citare una giovane donna afro americana, una vera comunicatrice che alla fine del suo discorso ha detto (credo fosse una citazione ma non so di chi) “non ricorderemo le urla e la rabbia di chi ci combatte ma il silenzio di chi ci è amico” : è il momento della coerenza e della parola dopo la piazza si continua a lavorare e a lottare.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

https://www.facebook.com/roberta.trucco.5/about
http://27esimaora.corriere.it/author/roberta-trucco/

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi