PARLIAMONE

La nostra forza serena contro l’oscurantismo

Annamaria Riviello
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Di tutti i messaggi e gli slogan della marcia delle donne americane a difesa dei loro diritti quello che più mi ha colpito è la splendida ironia delle native americane, quelle che nella nostra ignoranza chiamavamo “indiane”: “siamo disposte ad accogliere ancora migranti”. Ecco che con poche parole si vede la verità della storia che ridicolizza ogni nativismo presente nell’ondata conservatrice che sta invadendo l’Occidente.

Anche le native americane ci sono, una di loro porta con orgoglio un antico, magnifico Kostoweh, il copricapo indiano di piume d’aquila, e mostra un cartello fantastico: 1492 – 2017  WE ARE STILL ACCEPTING IMMIGRANTS ( 1492- 2017 accettiamo ancora immigrati) [Da Cronaca di una giornata incredibile di Francesca Dragone]

Questa ondata ha tante ragioni, persino alcune buone ragioni. Classi medie americane ed europee, che credevano che non ci sarebbe stata fine al loro benessere, si sentono insidiate nelle loro sicurezze e umiliate. E purtroppo invece di individuare il metodo difficile della autocritica, le classi dirigenti partoriscono uomini forti che rassicurano i colpiti che tutto sarà come un tempo. È la riscossa del maschio bianco che promette con un ghigno, mai con un sorriso, il ritorno alla sua supremazia.

Si costruiscono muri, si elevano barriere, si riscopre il valore punitivo del capofamiglia per tenere a freno l’ondata “immorale” di libertà femminile. E così in Russia si può di nuovo picchiare moglie e figli e negli USA torturare il nemico. È un vento cattivo che alita ogni dove.

La tentazione forte è una risposta analoga chiudersi nei nostri piccoli gruppi illuminati, farci compagnia in cenacoli ristretti. E invece no, ce lo dicono adesso le donne americane, ce l’hanno già detto le donne italiane ed europee, dobbiamo avere cura dell’avvenire, capire dove abbiamo sbagliato, sviluppare ogni capacità di discernimento.

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Non si tratta di opporre un astratto idealismo a questa ondata di oscurantismo. Capirne le ragioni e opporre una grandissima forza serena, unire, e sviluppare conflitti laddove sono necessari. La storia non può finire qui e le donne questa volta sono in campo ad affermare ancora una volta che se “i diritti delle donne sono diritti umani” come abbiamo detto a Pechino, questi si tengono o si perdono tutti insieme.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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