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RASSEGNA STAMPA 2 – 12 febbraio 2017
Un tassello importante contro il femminicidio

 

Tra poco verrà discusso alla Camera un disegno di legge d’iniziativa parlamentare a tutela degli orfani di femminicidio, nel lessico giuridico, orfani di crimini domestici. Bambini e bambine, cioè, che hanno perso la madre per mano del padre, a volte assistendo al delitto, e diventando orfani due volte. Nell’ambito di questa norma è stato inserito un emendamento che come Se non ora quando – Libere abbiamo sostenuto e difeso poichè, nei casi di omicidio, equipara la responsabilità del coniuge e del convivente della vittima a quella di altre figure familiari, come il padre o il figlio, già previste per l’accesso all’aggravante. Dunque nessun innalzamento ad hoc delle pene – come erroneamente sostenuto in alcune discussioni di questi giorni o sottinteso in alcuni titoli di giornali -, nessuna aggravante specifica o distinta (secondo una logica a cui siamo estranee, ancor di più nel caso dell’ergastolo), bensì una parificazione, cosa ben diversa. E anche una svolta epocale se si guarda a quell’esclusione del coniuge dalle responsabilità, come il segno di una cultura, quella nostrana del Codice Rocco e del delitto d’onore, cancellato solo nell’81, a cui la modifica proposta direbbe finalmente no. Si tratta di non chiudere gli occhi dinanzi l’odierno contesto sociale in cui viviamo e la realtà che la cronaca ogni giorno ci racconta, fatta di storie di donne uccise in maggioranza per mano del coniuge o del convivente, figura finora mai considerata; ma soprattuto di dare piena esecutività alle direttive della Convenzione di Istanbul, “unico strumento normativo giuridicamente vincolante di cui gode l’Europa su questo terreno”, come ha giustamente ricordato Fabrizia Giuliani, autrice dell’emendamento. 
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FABRIZIA GIULIANI: un tassello importante contro il femminicidio

L’intervista della nostra Cecilia Sabelli a Fabrizia Giuliani che chiarisce perchè l’emendamento proposto ribalta una cultura e segue in pieno la direzione che avevamo auspicato nel grande appello “Mai più complici” del 2013 contro la violenza e il femminicidio.

– Che liberta.it del 3/02/2017


 

Diritti delle donne: 2017 anno nero, e l’Italia fa (molto) meglio di USA e Russia

Il 2017 si sta rilevando un anno nero per le donne, ma, come dice Riccarda Zezza, autrice dell’articolo, qualche buona notizia c’è e grazie al grande cambiamento a cui abbiamo assistito in questi anni, viene proprio dall’Italia…

– AlleyoopIlSole24ore.com del 3/02/2017


 

Femminicidio, ma la polemica non può essere insulto

“Accade di avere visioni e strategie diverse, ma non valichiamo alcuni confini. Tutte e tutti dobbiamo saperlo: per avere accesso al discorso pubblico va bandito con nettezza il linguaggio della stigmatizzazione e dell’insulto”: la nostra risposta alle polemiche fuori misura.

– Che liberta.it del 2/02/2017


 

Femminicidi, ergastolo a chi ammazza la coniuge

“Delitto che si consuma tra le mura domestiche, in un circolo di fiducia, è più grave non meno: il diritto (che è parte della nostra cultura) deve prenderne atto”: Fabrizia Giuliani in una intervista di Annalisa Cuzzocrea sulla modifica del codice che completa la legge contro il femminicidio varata nel 2013.

– La Repubblica del 2/02/2017


 

Giustizia per i figli e per le vittime

Dalle pagine dei settimanali Gioia e Grazia: “Ma ora non c’è tempo da perdere: i numeri del femminicidio non lasciano spazio alla retorica. Bisogna agire e far fare al diritto il passo in avanti che l’attualità chiede…”

– Gioia e Grazia del 9/02/2017


 

 

Attualità:

 

Bologna, al convegno sulla maternità invitato il senatore Lo Giudice: «Così si esalta l’utero in affitto»

Cosa va a fare Lo Giudice al convegno la madre surrogata?». Durissima l’associazione Se non ora quando Libere che il 23 marzo organizza a Roma un incontro internazionale su «Maternità al bivio tra libera scelta e surrogata: una sfida mondiale» in cui si formalizzerà la richiesta alle Nazioni Unite di considerare la Gpa (Gestazione per altri) una pratica lesiva dei diritti umani, delle donne e dei bambini: «Per noi è una beffa che partecipi a un convegno sulla maternità un uomo che ha ottenuto due figli con la surrogata. Per noi che abbiamo legato strettamente la maternità a una nuova idea di libertà femminile»

– Corriere.it del 10/02/2017


Non una di meno, avanti tutta verso gli anni ’70

“Linguaggio, modalità, contenuti, obiettivi, tutto –  scrive Antonella Crescenzi – mi ha riportato indietro negli anni, anzi nei decenni, a quei gloriosi anni”, eppure in questi 40 anni e più tante cose sono cambiate e in meglio per noi: “conquiste faticosamente portate a casa e anche dentro le istituzioni proprio a seguito di quel movimento di massa…”.

– Che liberta.it del 9/02/2017


 

ALDO MORRONE: mutilazioni, 3 milioni di bambine a rischio

“Creare dei gruppi misti fatti da ostetriche, ginecologi, infermieri, medici e soprattutto mediatrici culturali donne che possano parlare con i propri connazionali…Le leggi da sole non bastano. Si devono persuadere uomini e donne che il piacere sessuale femminile è connesso alla nostra natura. Ci vuole tempo, investimenti e la voglia di non arrendersi”: il prof Aldo Morrone su Cheliberta.it

– Che liberta.it del 9/02/2017


 

 

 

Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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