NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Ma questa non è giurisprudenza evolutiva

Francesca Izzo (Se non ora quando - Libere) presso l'Assemblea francese per la firma della Carta di Parigi
Francesca Izzo
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Il succo del giudizio del presidente Quaranta a proposito della sentenza di Trento, è che la giurisprudenza non si limita e non deve limitarsi ad applicare meccanicamente la legge – basterebbe un algoritmo – ma la interpreta. Ciò che viene chiamata  “giurisprudenza evolutiva” sopperisce alla fissità della legge venendo incontro a mutati e diffusi orientamenti sociali oppure sanando palesi ingiustizie come nel caso o fattispecie  citata dal giurista. Ma la sentenza di Trento non sembra affatto corrispondere ad una applicazione di “giurisprudenza evolutiva” così come viene descritta dal Presidente Emerito. Non si tratta infatti di corrispondere a un mutato e consolidato orientamento sociale. Tutt’altro. Per limitarci a prese di posizioni ufficiali, oltre naturalmente al fatto ben noto che la pratica della maternità surrogata è vietata in Italia e in gran parte dei paesi europei, sappiamo che il Parlamento europeo l’ha condannata e l’assemblea del Consiglio d’Europa, nel respingere il rapporto de Sutter, ha ribadito il rifiuto di legittimare tale pratica anche nella sua forma obliqua: “nell’interesse del  minore”. Dunque, con l’ordinanza dei giudici di Trento non ci troviamo di fronte a una “giurisprudenza evolutiva”, bensì ad una giurisprudenza che dinanzi a un aspro conflitto che dovrebbe trovare democraticamente composizione nella discussione e nella decisione parlamentare, si arroga un potere che non ha.

 

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Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

2 Comments

  • grazie di questo conciso e fermo commento. Sono perfettamente d’accordo e sono molto preoccupata. Ci vogliono voci come la Sua che si alzino, con competenza, equilibrio e saggezza, oltre il marasma senza precedenti e la mancanza di linee-guida dei nostri cosiddetti rappresentanti, che non fanno il loro “mestiere” e di ben altro sono avidi e da ben altro sono assorbiti. mentre il nostro Paese è in balìa del caso e d’altro ancora….

  • Quindi secondo lei si sarebbe dovuto lasciare tutto così com’era?
    Quei bambini esistono, che le piaccia oppure no, e hanno diritto ad essere tutelati, ad esempio in caso di morte del padre non biologico.

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