LUCI ROSSE

Roberta Trucco riflette su un’importante iniziativa

Roberta Trucco
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Questo è il mio corpo”: con questo titolo l’associazione Giovanni XXIII  lancia una campagna contro la prostituzione e la tratta. L’idea è quella di spingere il nostro parlamento a produrre una legge come  quella svedese in cui la prostituzione è illegale ma ad essere punito è il cliente. Con coraggio l’associazione mette al centro della sua campagna il corpo delle donne e fa bene, perché è di questo che si tratta, del nostro corpo. Ma il punto è che lo fa in modo nuovo; qui il corpo non è inteso come la casa che custodisce lo spirito della persona, pura materia che di per sé è corruttibile e corrotta, di cui l’individuo stesso può disporre come se fosse una cosa, qui è un corpo incarnato, dunque una materia nella quale spirito, energia, psiche e mondo è fissato in una storia unica e irripetibile, quella dell’individuo. Inteso così il corpo non è vendibile ne può essere oggetto di desiderio acquistabile sul mercato e la libertà di farne uso come si vuole implica una responsabilità che non riguarda solo se stessi o una ristretta cerchia di persone ma la società intera.

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Tutta la storia del diritto nell’Occidente è fondata sulla libera scelta, sulla volontà individuale, sul libero consenso a patto che sia tra adulti, una volontà che nasce dalla mente e che domina sulle altre parti del corpo. Modificando questo paradigma si apre una stagione nuova in cui il diritto deve essere ripensato. Questo approccio non è solo dell’associazione, basta pensare alla nostra battaglia contro la pratica della maternità surrogata che parte proprio da questo assunto, la responsabilità tutta inscritta nel corpo di una donna che genera non solo grazie a un seme e a un ovulo ma che contribuisce con l’incarnazione della sua storia e dei suoi pensieri e emozioni allo sviluppo del feto. Tuttavia, proporlo come approccio al problema della prostituzione è un fatto rivoluzionario perché inserisce nel discorso riguardo “lavoro più antico del mondo”, e da sempre socialmente tollerato, la responsabilità di chi crede accettabile che il desiderio sessuale possa essere oggetto di mercato.

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Fonte: Global Report on Trafficking in Persons 2014 del UNODC su www.questoèilmiocorpo.it

Abbiamo sempre girato lo sguardo altrove, ma se si legge approfonditamente lo studio della campagna risulta che, come disse Frau Huske Mau, le prostitute sono per la maggior parte schiave della tratta, sono donne svantaggiate, in condizioni sociali e economiche sfavorevoli e che se potessero scegliere non si prostituirebbero. I numeri delle donne e dei bambini trafficati a scopo sessuale sono spaventosi e la domanda in continua crescita. Non possiamo ancora girarci dall’altra parte.

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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