NO ALL'UTERO IN AFFITTO

JULIE BINDEL: Surrogata accresce sfruttamento, abuso e miseria

Regno Unito, Londra
Regno Unito, Londra
Roberta Trucco
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Da un articolo del 14 marzo 2017 di Julie Bindel apparso sull’International Business Time (traduzione di Roberta Trucco):

 

Quest’anno in gennaio, il primo bambino nato da surrogata è nato in ambiente aristocratico. La viscontessa Weymouth è diventata il primo membro dell’aristocrazia inglese ad avere avuto un bambino nato attraverso l’utero di un’altra donna, dopo che i dottori l’avevano avvisata che avrebbe potuto avere gravi  problemi di salute fino a fatali conseguenze durante una possibile gravidanza.

In anni recenti il Regno Unito ha visto una grande crescita nel numero di bambini nati con questa pratica. Gli ultimi dati della commissione della Famiglia del Ministero della Giustizia, dimostrano che il numero di richieste parentali – che trasferiscono i diritti legali dalla madre surrogata ai genitori pretendenti- sono cresciuti da 117 nel 2011 a 214 nel 2014 fino a 331 nel 2015. Un numero significativo di inglesi va oltreoceano per accedere alla maternità surrogata per la semplice ragione che molti paesi come la California, la Tailandia e la Georgia consentono il profitto che deriva dall’affitto dell’interno del corpo delle donne. A tutt’oggi il Regno Unito non permette la maternità surrogata commerciale ma questa pratica si sta infiltrando dalla porta posteriore.

Sono consentite come “spese ragionevoli”  fino a 15000 sterline, che, anche per donne che non vivono in totale povertà, possono costituire un ammontare di denaro che può cambiare la vita. Le statistiche raccolte dalle ‘Families Through Surrogacy’, un’organizzazione no – profit di consumatori  che ha come scopo riunire le surrogate, i parenti pretendenti e le famiglie, hanno rilevato che c’è stato  un  aumento del 180% della prospettiva di genitori inglesi che hanno cercato la surrogacy tra il 2011 e il 2014 con più di mille coppie che hanno viaggiato verso un totale di 57 destinazioni.

Il Regno Unito ha anche la sua speciale legge sulla maternità surrogata. Nicola Scott, un avvocato della ditta Porter Dodson, ha lavorato nel campo della fertilità per otto anni. Scott assiste i genitori pretendenti con pareri legali e accordi tra loro stessi e le madri surrogate e li assiste anche sulle possibili inconvenienti che comporta il riportare i bambini  in Inghilterra da paesi oltremare. Non esiste un esperto legale per le donne che danno alla luce bambini attraverso la surrogazione. Come mai assistiamo sia ad a un aumento che a una normalizzazione di ciò che io chiamo “traffico riproduttivo“ nel Regno Unito? Perché in questo crescente mondo neo-liberale i corpi delle donne sono commercializzati e venduti  sul libero mercato.

Così come con la prostituzione, vendere e noleggiare la carne femminile è un business che porta  grande profitto. Ai “genitori pretendenti” che creano la domanda viene detto, o scelgono di credere, che le madri surrogate stanno compiendo una scelta chiara e informata e che il denaro che esse guadagnano può costituire un “ cambiamento della vita” per  queste donne, specialmente per quelle dei paesi in via di sviluppo.

La maternità surrogata commerciale crea sfruttamento abuso e miseria. Nonostante la ragazza del poster delle surrogate sia una tipica donna bianca, bionda e sorridente, felice di portare in grembo un bambino per una coppia sterile, la verità è tutta un’altra cosa:

Donne povere e disperate subiscono spesso forti pressioni o addirittura sono forzate dai loro mariti o da gang criminali a dare il loro utero in affitto. L’accettazione sociale di questa pratica promuoverà la nozione che il grembo delle donne povere può essere usato per un servizio. 

Le divisioni razziali e di classe tra surrogate, donatrici di ovuli e genitori pretendenti sono spesso pesanti. Le surrogate tendono ad appartenere alla classe lavoratrice e ad avere avuto già i propri figli, mentre le donatrici di ovuli possono essere una giovane laureata di una classe sociale elevata perché è considerata intelligente e attraente. Queste guadagnano generalmente in maniera molto più significativa delle surrogate. Mentre le madri surrogate tendono ad essere donne povere e svantaggiate in molti modi. Le donatrici di ovuli sono spesso scelte per il loro bell’aspetto e per non avere malattie fisiche e mentali nella loro ereditarietà.

Insieme alla crescente accettazione sociale della maternità surrogata, l’aumento di donne più avanti negli anni che hanno bambini surrogati, il perseguire la carriera prima di costruire una famiglia, l’alta percentuale di divorzi e l’aumento dell’uso dei siti di appuntamenti su Internet tra le donne che hanno più di 50 anni, significa che persone più anziane incontrano nuovi partner tardi nella vita e quindi decidono che, se sono troppo anziani per avere bambini nel modo convenzionale, pagheranno per i servizi di un’altra donna. Scott che ha visto quadruplicarsi casi di maternità surrogata che richiedevano un’assistenza legale specializzata dice che il Regno Unito è molto restio a fare della maternità surrogata una industria commerciale, ma al tempo stesso ammette che “ con il passare del tempo sarà sempre più difficile trovare delle donne surrogate ancora in età fertile e in buono stato di salute e che hanno completato le loro famiglie.”

Il mito delle surrogate che lo fanno per puro altruismo potrebbe essere persuasivo ma è lontano dalla verità. Se il Regno Unito permette che si diffonda la pratica della maternità surrogata commerciale, persone  più egoiste che non desiderano sottoporsi all’inconveniente della gestazione o uomini single o coppie gay maschili, che credono di avere il diritto a figli biologici nonostante l’impossibilità di avere i loro propri e scegliendo di non volerli adottare, faranno crescere la domanda di questa industria di sfruttamento costruita su miliardi di dollari.

Il divario tra le donne bianche, ricche che esternalizzano  la loro gestazione e le  donne disperate e soggiogate, che sono viste solo come un contenitore nel quale allevare il loro bambino, è enorme. Siamo sicuri che il Regno Unito sia in grado di prendere una posizione contro la compravendita dell’integrità riproduttiva delle donne?

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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