Donne e economia

G7 donne: parità completa entro 2030

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Antonella Crescenzi

Il Forum internazionale W7 dedicato alle donne, promosso dalla presidenza italiana del G7 e organizzato dalla Farnesina in collaborazione con Aspen Initiative for Europe, Valore D e Women Empower the World (che ha visto la partecipazione di imprenditrici, economiste ed esponenti dell’Onu e dell’Ocse, nonché dei governi dei paesi in via di sviluppo) si è chiuso, dopo due giornate di lavoro, con una serie di raccomandazioni politiche che saranno presentate all’incontro di fine maggio dei leaders a Taormina.

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Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha accolto la proposta di Emma Bonino di creare una task force internazionale sulle donne per monitorare i progressi compiuti dai paesi del G7 e presentare un rapporto completo entro il 2019. Si sono poste così le basi affinché il progetto sia accolto e portato avanti dalla futura presidenza canadese del G7, in quanto straordinariamente qualificante ai fini di uno sviluppo che non sia solo economico, ma anche equo e sostenibile.

L’uguaglianza di genere, la salute delle donne, il divario salariale, la violenza, sono questioni da affrontare non perché temi “femminili” bensì perché fondamentali per giungere a un sistema economico più attento agli equilibri della società intera. L’impegno che si dovrà prendere a Taormina è quello di conseguire la completa parità di genere entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. Tra i diciassette Sustainable Development Goals, infatti, il Goal 5 è dedicato alla parità di genere ed è caratterizzato da una forte trasversalità rispetto agli altri Goal, quali ad esempio la lotta alla fame e alla povertà, l’istruzione e la salute, l’uguaglianza, la crescita e l’occupazione. Il miglioramento della condizione femminile, sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi avanzati, fa da leva per il conseguimento di molti altri obiettivi.

“Il rafforzamento del ruolo delle donne nell’economia può dare alla crescita quell’impulso che manca”, è stata una affermazione ricorrente in molti interventi del Forum, come anche la richiesta al G7 di pronunciarsi sull’esigenza di misurare in rapporto al Pil (Prodotto interno lordo) il lavoro di assistenza non pagato, quello svolto per la cura dei bambini o degli anziani. Se, come si spera, le analisi e le prospettive aperte dal Forum per un nuovo modello, di sviluppo più aperto alle esigenze femminili, entreranno a far parte delle dichiarazioni politiche del G7, sarà un passo avanti importante per tutti, donne e uomini, fonte di progresso e benessere.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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