Mai più complici

Il Senato frena una legge di civiltà

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Serena Sapegno
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Confidiamo che l’ampio fronte trasversale presente in Parlamento sappia riaffermare l’importanza del provvedimento e lo renda finalmente legge dello Stato.

 

Il 2 marzo scorso l’Aula della Camera ha approvato all’unanimità (con 376 sì e nessun voto contrario), un testo di legge che a favore dei figli minorenni e maggiorenni delle vittime di femminicidio offre assistenza e difesa ed accesso gratuito al patrocinio a spese dello Stato, rafforza la tutela degli orfani rispetto al loro diritto al risarcimento del danno, ed annulla il diritto al godimento dell’eredità e della pensione di reversibilità per i colpevoli di omicidi in famiglia.

Un passo fondamentale, atteso da tempo, che chiude in realtà un lungo percorso, quello che aveva visto il suo punto di svolta nel 1981, quando si era finalmente cancellata la vergogna del delitto d’onore, con un ritardo impressionante, emblematico dell’arcaicità della nostra cultura sociale e giuridica. Fino ad oggi chi uccideva il proprio coniuge poteva cavarsela con una pena di 11 anni. Il testo prevede invece l’ergastolo. L’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente viene equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra pertanto nella fattispecie aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo.

"Sorelle" fiction di successo di Rai1 che ha acceso una luce sulla vita degli orfani dei femminicidi.

“Sorelle” fiction di successo di Rai1 che ha acceso una luce sulla vita degli orfani dei femminicidi.

A fronte di una maggioranza assoluta come questa e della gravità del tema si era riusciti a mettere d’accordo tutte le forze parlamentari e ci si aspettava un iter veloce anche al Senato. Incomprensibilmente, ciò non è accaduto e non ci interessano le ragioni che stanno dietro questa grave caduta di un accordo di civiltà, della quale risentirebbero molte vittime innocenti. Non siamo interessate a manovre di alcun genere che permettono il nuovo manifestarsi di resistenze profonde e che rischiano di impedire il completamento di quell’ iter, completamento fortemente voluto da un’ampia area di opinione pubblica, femminile e non solo. Confidiamo che l’ampio fronte trasversale presente in Parlamento sappia riaffermare l’importanza del provvedimento e lo renda finalmente legge dello Stato.

 

 

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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