NUOVI PADRI

Recalcati e un patriarcato che resiste in forma carsica

Roberta Trucco
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Due anni fa Repubblica pubblicò un articolo di Massimo Recalcati sulle ‘madri coccodrillo’. È dell’altro ieri, invece, la pubblicazione di un suo articolo dal titolo “Evviva il padre che scende dal piedistallo patriarcale” dove l’autore presenta il suo nuovo libro Cosa resta del Padre. Mia personale opinione, maturata dentro a un pensiero femminista, è che la narrazione di Recalcati, pur essendo arguta e accattivante, ha un errore di fondo: il metodo. L’autore definisce il suo libro “un libro cristiano nel senso più radicale del termine”, perché “il padre dell’interdizione è corretto dalla figura del padre come donatore”. Di padri capaci di rispettare la libertà della generazioni future, nonostante i loro “no”, ce ne sono stati moltissimi – il mondo non sarebbe andato avanti e non si sarebbe evoluto – il punto, se mai è uscire da logiche semplificative della paternità e della maternità, che costringono l’immaginario a fissarsi su modelli  diventando stereotipi che imprigionano i giovani.

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Credo che la radicalità del cristianesimo, invece, stia tutta dentro il concetto della trinità che parla di uno e trino allo stesso tempo. Questo si, chiede un salto quantico al pensiero, difficile da fare ma esercizio necessario per restituire al singolo/a la dignità della sua unicità, madre o padre che sia. Una grande interprete dei nostri tempi e capace di tentare una esegesi contemporanea di questo concetto è Teresa Forcades, monaca benedettina catalana, di cui ho curato, insieme a Cristina Guarnieri, il libro intervista “Siamo tutti diversi” edito da Castelvecchi.

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Teresa Forcades parte da un assunto fondamentale: la libertà non può essere svincolata dall’amore, libertà e amore camminano appaiate e richiedono sempre una scelta responsabile ma motivata da un istanza profonda e interna. Anche lei come Recalcati si muove a partire dai grandi pensatori del secolo passato, Marx, Lacan, etc, ma la sua interpretazione apre alla complessità della diversità lasciando uno spazio aperto, quello della libertà personale caricata del peso della responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti della comunità.

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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