PARI E DIFFERENTI SUCCEDE

I cambiamenti degli uomini al centro del festival del Corriere

Antonella Crescenzi

L’evento organizzato dal Corriere si poneva l’obiettivo di condividere idee, storie e prospettive di una nuova visione della società in cui uomini e donne possano cominciare a camminare insieme. Il punto di partenza dell’edizione di quest’anno è una ricerca condotta su duemila uomini dai 18 ai 70 anni, “Uomini, i segni del cambiamento”, da cui risulta, in estrema sintesi, l’immagine di un uomo contemporaneo fragile e in bilico, aperto ai cambiamenti ma timoroso. Così gli uomini sono stati i protagonisti assoluti del festival partecipando a numerosi incontri in qualità di scrittori, giornalisti, attori, registi, musicisti, esperti nelle varie discipline. Economia e welfare, esperienze culturali e artistiche, relazioni umane, familiari e sociali: il dibattito si è svolto con ricchezza e varietà dei contenuti confermando l’importanza di uno sguardo trasversale e curioso di tutti gli aspetti del vivere nella nostra società.

Non che la presenza delle donne al festival sia stata comunque meno significativa di quella maschile! Anzi, la regia si è mantenuta saldamente nelle mani femminili attraverso la riflessione profonda sulle conquiste civili e sociali delle donne italiane negli ultimi cinquant’anni e sui diversi volti del femminismo, dall’idea di separatismo che animava le prime battaglie a quella del camminare insieme, uomini e donne, verso un unico obiettivo, un punto di equilibrio nella comune felicità.

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Se, quindi, le analisi prodotte nell’ambito del festival sembrano interessanti e le finalità nel loro insieme appropriate, se il ritenere determinante il coinvolgimento degli uomini nelle battaglie per il progresso femminile è un principio totalmente convincente, stupisce e spiace che le menti organizzatrici dell’evento, nella loro narrazione della storia recente, abbiano “dimenticato” che proprio quel principio fu uno dei fondamenti delle grandi manifestazioni del movimento Se non ora quando? del 13 febbraio 2011 e tuttora di Snoq-Libere. Una ricostruzione non perfettamente corrispondente ai fatti rischia di appannare la brillantezza dell’indubbio successo della manifestazione.

 

Tra le donne e gli uomini è in corso una rivoluzione: nelle relazioni, nel modo di amarsi, nella costruzione della famiglia. Gli uomini per la prima volta nella Storia sono di fronte alla libertà delle donne. Non è facile per loro, ma neanche per noi. La strada più semplice sarebbe quella di evitare il confronto, chiudersi nell’illusione di farcela da sole: prima il potere degli uomini, ora quello delle donne. Oppure coltivare il miraggio di cancellare ogni differenza. Noi pensiamo che la ricchezza del cambiamento che le donne hanno prodotto sia nella venuta al mondo di un altro sguardo. Uno sguardo che non vuole cancellare l’altro ma far vivere un mondo abitato e guardato da due esseri diversi ma pari. Per questo siamo convinte che sia arrivato il momento di iniziare un cammino insieme agli uomini…(dall’editoriale manifesto di Cristina Comencini a nome di Snoq-Libere)

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Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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