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Il lavoro delle donne visto da un ragazzo

Rita Cavallari
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…da che sto qui nessuno dei miei nuovi compagni di scuola mi ha chiesto cosa fa mia madre. Tutti mi domandano cosa fa mio padre e nessuno cosa fa mia madre. È assurdo. Come in Arabia Saudita! 

 

“Le femministe hanno ragione”. È un ragazzo di sedici anni a dirlo, mio nipote. “Perché?”, gli chiedo. Lui si è trasferito a Roma da poco, dopo quattro anni passati in un paese molto distante da noi per cultura, l’Arabia Saudita. Qui va in una scuola nuova e, dopo aver frequentato arabi, pakistani e siriani, ha amici italiani. “Perché da che sto qui nessuno dei miei nuovi compagni di scuola mi ha chiesto cosa fa mia madre. Tutti mi domandano cosa fa mio padre e nessuno cosa fa mia madre. È assurdo. Come in Arabia Saudita. Lì la tradizione impedisce alle donne di lavorare e le mamme stanno a casa. Qui è diverso. Mamma insegna. La mamma di Umberto è psichiatra. La mamma di Pietro ha un’impresa di ristorazione. Sono pochissime le mamme che non lavorano. Però la domanda “Cosa fa tua madre?” non viene mai fatta. Come se fosse ovvio che le donne stessero a casa e comunque la loro attività non avesse importanza. Mi ha colpito e ho pensato che le femministe hanno ragione quando parlano delle discriminazioni nei confronti delle donne. E ho capito che la discriminazione è nella testa delle persone”. Che dire? La riflessione di un ragazzo ha toccato temi fondamentali. Che importanza ha il lavoro delle donne? Quanto incide nella struttura familiare? Che peso ha nella considerazione collettiva? Per i compagni di scuola di mio nipote è irrilevante. Come in Arabia Saudita.

 

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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