LA RECENSIONE

Un sogno di carne

Francesca Izzo
Scritto da

 

…l’eroina sofoclea è riuscita, negli ultimi decenni, ad attrarre e a condensare le emozioni e le idee di donne alla ricerca di sé e del senso universalmente umano del femminile.

 

Poche figure mitiche, come Antigone, hanno calamitato i pensieri e le fantasie di grandi scrittori, poeti, filosofi – il libro di Georg Steiner, Le Antigoni, ne è un magnifico documento – ma l’eroina sofoclea è riuscita, negli ultimi decenni, ad attrarre e a condensare le emozioni e le idee di donne alla ricerca di sé e del senso universalmente umano del femminile. Ed è ciò che accade anche in questo bello ed emozionante volumetto, La fanciulla e il re. L’eterno conflitto tra Antigone e Creonte. L’autrice Annamaria Riviello, ben consapevole delle complesse stratificazioni interpretative che si sono depositate sul personaggio tragico, intreccia, nella sua lettura, la meravigliosa scoperta della inesauribile potenza generativa del mito con il racconto di alcune delle peripezie vissute da Antigone nella cultura occidentale; ed ha come bussola di riferimento l’insegnamento del tragico Sofocle che, a differenza del filosofo Socrate che mira all’eterno e all’incorruttibile, “ci mette a contatto con la nostra natura mortale, con una vulnerabilità irredimibile, ogni grande e “terribile” azione umana non potrà fare a meno di questa consapevolezza senza commettere insanabili errori”(p.11).

A. Riviello, La fanciulla e il re. L’eterno conflitto tra Antigone e Creonte, Roma, Castelvecchi 2017

414d7bZ95OL._SX355_BO1,204,203,200_

Antigone è, dunque per Riviello, una figura che, dalla sua arcaica profondità, suggerisce “un diverso processo di civilizzazione” (p.119). Non, quindi, personificazione archetipica del Diritto in lotta mortale con il Potere e neppure figura “aberrante” che scuote, violando il tabu dell’incesto, l’ordine patriarcale, ma simbolo del limite, del nostro limite di esseri carnali e mortali. “Sapersi fermare, giacché la fine è già in ogni inizio, questa è la vera crescita della civiltà[…]La vera crescita è la consapevolezza che nessuno neanche il re, come dice Antigone, ha deciso che siamo mortali” (p.122). E il libro costruisce questa immagine della fanciulla tebana ripercorrendo, con analisi appropriate e apparenti dètour, i cinque conflitti – uomini e donne, vecchi e giovani, individuo e comunità – Stato, vivi e morti, mortali e immortali – che, secondo Steiner, animano la tragedia. E, in questo cammino, Annamaria ci mostra gli intrecci inconsueti del suo sapere e la viva forza della sua umanità femminile.

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi