Occupazione Succede

Rapporto obiettivo donna, luci e ombre

Roma, 28 settembre 2017. Presentazione del Rapporto Asvis 2017. Pier Carlo Padoan (Foto Siciliani-Gennari/SIR)
Roma, 28 settembre 2017. Presentazione del Rapporto Asvis 2017. Pier Carlo Padoan (Foto Siciliani-Gennari/SIR)
Antonella Crescenzi

Nel Rapporto 2017 sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, presentato dall’ASviS alla Camera il 28 settembre, viene valutata la posizione dell’Italia in relazione all’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’Onu: “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze”. La situazione generale offre luci e ombre.

Il lavoro è il punto più debole della condizione femminile in Italia. Il tasso di occupazione è tra i più bassi in Europa (per le età comprese tra i 20-64 anni è pari al 51,6% rispetto a una media Ue del 65,3%), con una forte disparità territoriale e di età. A parità di mansioni, le donne percepiscono inoltre stipendi inferiori. Per quanto riguarda l’occupazione pesano le gravi carenze dei servizi sociali, soprattutto nel Mezzogiorno, e un insufficiente sostegno alla maternità e paternità: il 30% delle madri che hanno un lavoro lo interrompe alla nascita del figlio.

Un altro aspetto preso in considerazione per valutare la posizione dell’Italia rispetto al Goal 5, concerne il problema della violenza contro le donne. I dati indicano la stabilità di femminicidi e stupri, ma aumenta la gravità degli abusi. A tale proposito il Governo ha portato la dotazione per il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” a 10 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019.

In tema di partecipazione e pari opportunità di leadership negli ultimi anni sono stati raggiunti alcuni risultati positivi sulla rappresentanza a livello locale, anche se permangono squilibri di genere in molte giunte comunali, con solo il 18% di consigliere nelle ultime elezioni del 2015. Nell’attuale Governo le titolari di dicasteri sono scese al 28%, nel precedente erano il 50%. Se le deputate sono il 31% del totale, solo il 19% degli incarichi di peso è assegnato a donne.

Il punto forte dell’Italia invece è rappresentato dalla presenza delle consigliere nei cda delle imprese quotate in Borsa e a partecipazione pubblica. La relativa quota è aumentata, grazie alla Legge 120/2011, dal 4,5% del 2004 al 30,3% del 2016, portando l’Italia sopra la media europea.

Per ciò che concerne la salute sessuale e riproduttiva delle donne, il Rapporto evidenzia che solo il 17,6% delle donne usa la pillola contraccettiva, contro una media europea del 21,3%. I servizi per assicurare il rispetto della interruzione volontaria della gravidanza prevista dalla Legge 194/78 sono carenti in alcune Regioni, soprattutto del Sud, ove pesa la forte incidenza di personale medico e paramedico obiettore di coscienza.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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