Mai più complici

I nostri sono tempi migliori

Ashley Judd tra le vittime del produttore Weinstein [Ph. Women's March on Washington in 2017. Paul Morigi/WireImage]
Ashley Judd tra le vittime del produttore Weinstein [Ph. Women's March on Washington in 2017. Paul Morigi/WireImage]
Cristina Comencini
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La fortuna è che i tempi cambiano e quello che era considerato “normale” diventa insostenibile, impossibile da ammettere.

 

Io, Cristina Comencini, sono vicina ad Asia e a tutte le donne che ora dicono quello che il produttore Harvey Weinstein ha chiesto loro di fare con la violenza del suo potere, della sua età e del suo ruolo. Non c’è vergogna per chi non ha detto prima, si capisce, io lo capisco. Hai vent’anni e cerchi di pensare se è reale quello che ti sta accadendo, se non fai la figura della scema se rifiuti e poi lo sanno tutti che questa cosa succede, è quasi normale. Accade dalla notte dei tempi: il produttore e l’attrice nel cinema. Il boss e la segretaria in un ufficio.

La fortuna è che i tempi cambiano e quello che era considerato “normale” diventa insostenibile, impossibile da ammettere. Così evolvono i tempi e così anche gli uomini come Weinstein, e altri che hanno usato il potere per fare sesso con le donne giovani, debbono di colpo considerare questa pratica come inaccettabile e rifiutata dalla società oggi. Quello che si ricava da questa vicenda, conosciuta ma che viene finalmente in luce, è che i nostri tempi sono migliori e più interessanti di quelli passati e che le donne hanno avuto il coraggio di renderla finalmente di dominio pubblico. Agli uomini magari il compito di interrogarsi su una trasformazione possibile della loro sessualità

 

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

1 Comment

  • I tempi stanno cambiando e devono cambiare.Quello che era considerato “normale” prima è giusto che venga universalmente condannato, come adesso accade al prepotente e triste figuro del cinema. Massima solidarietà invece, alle donne che, anche a distanza di tempo, denunciano molestie ed abusi. Come giustamente ha ricordato Asia Argento, all’epoca dei fatti in Italia era stato da pochi anni trasformato lo stupro da reato contro la morale a reato contro la persona, quindi non era ancora così agevole dal punto di vista psicologico sporgere una denuncia del genere. Il mutamento legislativo avvenne in seguito al processo sul massacro del Circeo, durante il quale la vittima sopravvissuta all’amica atrocemente uccisa, si trovò in più occasioni durante il dibattimento ad essere trattata da imputata.
    Va poi ricordato e va fatto molto di più di quanto si faccia oggigiorno, che questo accadeva normalmente alle donne che denunciavano gli uomini per questo tipo di reati, a quell’epoca.
    E’ benvenuto il cambiamento del mondo sempre di più a protezione di chi tanto fa da sempre per renderlo più bello, caldo armonioso e solidale: le Donne.

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