UNIONE EUROPEA

Piano UE per la parità di genere

Francesca Marinaro
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Nell’Unione europea le donne sono ancora pagate in media il 16,3% in meno rispetto agli uomini. Negli ultimi anni il divario retributivo non si è ridotto, in gran parte perché le donne hanno tendenzialmente un tasso di occupazione inferiore rispetto agli uomini, lavorano in settori in cui le retribuzioni sono più basse, hanno più difficoltà a fare carriera anche perché ricorrono più spesso alle interruzioni di carriera e svolgono un maggior numero di attività non retribuite. Questi sono i risultati della nuova indagine Eurobarometro presentata ieri e che ha suscitato l’immediato intervento della Commissione europea con un suo piano d’azione per affrontare il problema del divario retributivo di genere per il periodo 2018-2019:

Il piano della Commissione UE prevede indicazioni precise a tutti i soggetti interessati sostanzialmente in tre direzioni. Il primo punta a migliorare il rispetto del principio della parità di retribuzione valutando la possibilità di modificare la direttiva sulla parità. Il secondo mira a ridurre lo svantaggio connesso al lavoro di cura familiare, sollecitando il Parlamento europeo e gli Stati membri ad adottare rapidamente la proposta di direttiva dell’aprile 2017 sull’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Il terzo si concentra sulla necessità di rompere il “soffitto di cristallo” prevedendo finanziamenti a progetti volti a migliorare l’equilibrio di genere nelle imprese a tutti i livelli di gestione e incoraggiando i governi e le parti sociali ad adottare misure concrete per migliorare l’equilibrio di genere nei processi decisionali.

A questo proposito sono interessanti i risultati dell’indagine Eurobarometro. La parità di genere è importante per la maggior parte degli europei: secondo nove europei su dieci promuovere la parità donna uomo è importante per la società, per l’economia e per la loro stessa affermazione. Sono necessarie più donne in politica: metà degli europei ritiene che ci dovrebbe essere una maggiore presenza di donne nei posti di comando e sette europei su dieci si dicono a favore di specifiche misure legislative e giuridiche per garantire la parità uomo donna in politica. L’equa condivisione dei compiti nei lavori domestici e nella cura dei figli non è ancora realtà: più di otto europei su dieci ritengono che l’uomo debba farsi carico in egual misura dei lavori domestici e usufruire del congedo parentale per prendersi cura dei figli. La maggioranza (il 73%) pensa tuttavia che le donne continuino a dedicare più tempo degli uomini alle incombenze domestiche e familiari. La parità di retribuzione è un elemento importante: il 90% degli europei dichiara che è inaccettabile che le donne siano retribuite meno degli uomini e il 64% è a favore della trasparenza retributiva come veicolo di cambiamento.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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