Utero in affitto

In nome del bambino, il no di un giovane gay alla surrogata

Foto dal sito https://thembeforeus.com
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Roberta Trucco
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(Traduzione di Roberta Trucco dal sito ThemBeforeus dell’articolo ‘I’m gay. And like most Italians, I oppose surrogacy’ del 17 dicembre 2017)

 

Il mio nome è Vincenzo. Sono italiano e sono gay. Normalmente non sento la necessità di renderlo noto perché penso che l’orientamento sessuale sia un semplice dettaglio. Su questo pianeta siamo uomini e donne- persone- solo questo. Ma riguardo il tema della maternità surrogata è importante specificare il proprio orientamento sessuale perché si deve sfatare il mito che tutti gli uomini gay sono a favore di questa orrenda pratica.

Recentemente il movimento “Se Non Ora Quando” ha lanciato un sondaggio per capire cosa pensano gli italiani della maternità surrogata. Non è una coincidenza che Se Non Ora Quando, che si occupa di violenza contro le donne, abbia condotto questa prima ricerca nazionale, sulla surrogata. Non è sorprendente che i risultati abbiano rivelato, che il 48% degli italiani si oppone alla maternità surrogata in tutti i casi, mentre il 41% è favorevole, ma solo in alcuni casi. Di quelli a favore, il 70%  permetterebbe la maternità surrogata solo per le coppie eterosessuali, perché, per noi Italiani, l’idea di un bambino cresciuto da due uomini senza una madre è terrificante.

Degli italiani che approvano la maternità surrogata, il 23% afferma di sostenere solo “la surrogata altruistica” cioè priva di pagamento, per garantire che la donna non venga sfruttata a causa delle sue necessità economiche. Ma per questi due casi – coppie eterosessuali o casi in cui non ci sia sfruttamento – io ho una domanda: “ e il bambino?”. In Italia è illegale portare via dalla madre un cucciolo di cane prima del 60esimo giorno di vita. Questo perché riconosciamo l’importanza della maternità persino per i cuccioli di animali. Se il legame è così importante per i cuccioli quanto di più lo sarà per i cuccioli umani, cioè neonati? Un bambino non è un cane che ha semplicemente bisogno di un riparo, un po’ di cibo e un po’ di coccole. Un bambino è una persona e i diritti di lui o lei vengono prima! Specialmente il diritto ad avere suo/a padre e sua madre.

Perché facciamo passare leggi che richiedono che i cuccioli di animali stiano con la madre per 60 giorni e invece incoraggiamo pratiche come la maternità surrogata che richiedono ai cuccioli di uomo di perdere la madre lo stesso giorno che nasce? Quando vivevo in Inghilterra e negli Stati Uniti sono rimasto scioccato dal fatto che molte persone erano a favore di ciò che io considero una forma di Tratta, qualcuno che vede i bambini come oggetti da acquistare e le donne come incubatrici per coppie ricche eterosessuali infertili, uomini gay o addirittura uomini single etero.

Il caso di Ronaldo, il calciatore che in pratica ha avuto i suoi figli spediti dall’America, mi torna alla mente. Ronaldo non sembra abbia capito che le donne non si possono affittare e che i bambini non si possono comprare. In Italia  l’atteggiamento verso questa pratica è diverso, non perché gli italiani siano omofobi o bigotti o vivano nel Medioevo, tutti stereotipi che venivano promossi dalle lobby gay a Londra. Il nostro atteggiamento è diverso perché noi italiani diamo una grande importanza ai diritti dei bambini. Qui i bambini non sono considerati dalla maggior parte delle persone come “cose” che si possono vendere. I bambini sono considerati come cittadini, come persone e soprattutto come le persone più vulnerabili.

Un’altra cosa che ci distingue è che in Italia consideriamo sacro il legame madre-figlio. Sappiamo che i bambini piccoli vogliono e hanno bisogno della loro mamma in un modo diverso dal bisogno che hanno del padre. È una questione biologica. Nelle prime fasi della vita, è il legame madre/figlio che è vitale. Per il bambino è la madre la più importante persona al mondo. Lui/lei riconosce la voce della madre, ha ascoltato il battito cardiaco per 40 settimane, conosce il suo odore. In Italia diciamo “la mamma è sempre la mamma”. Il ruolo della madre è riverito in un modo quasi divino. Voi dite “oh God (oh Dio)“ e noi diciamo “Mama Mia!”.

In Italia le donne non possono essere affittate e la maternità non si può vendere. Un’altra cosa che mi ha scioccato quando ero all’estero è che la maggior parte dei gay sostiene la maternità surrogata. Infatti un uomo gay che si dichiara contrario a questa pratica è guardato in modo strano. Ma in Italia abbiamo un sacco di famose celebrità gay che si sono pronunciate contro questa pratica che riduce le donne a strumenti, e tratta i bambini come prodotti. Dal cantante Cristiano Malgioglio che ha detto “la parola” mamma “non può essere cancellata”, a Dolce e Gabbana che hanno resistito agli attacchi feroci di uomini gay stranieri come Elton John per avere preso posizione contro la fecondazione assistita. Per gli uomini gay italiani rifiutare la maternità surrogata è normale. I gay d’oltremare potrebbero imparare una cosa o due dai gay italiani. Vale a dire, che un bambino non è un “diritto”, un bambino è una persona.

Non avrei mai voluto essere cresciuto da due uomini. Soprattutto da due uomini che mi hanno fabbricato usando il materiale genetico di una madre e poi hanno pagato un’altra madre disposta a darmi via. È assurdo. La lobby LGBTQI cerca di nascondere le terribili conseguenze che questa pratica infligge al bambino. I bambini non rimangono bambini per sempre. Crescono. E il peso di essere comprato come una macchina costosa e venduto dalle loro madri avrà un effetto dannoso su di lui. Ecco un ragazzo nato da maternità surrogata che condivide la sua prospettiva:

Ciao … Sono un ragazzo di 14 anni. Vivo con due papà…uno di loro è il mio papà biologico e uno di loro non lo è. La mia madre biologica (che ha dato il suo ovulo ai miei papà per farmi nascere …) viene spesso a casa mia. Ha 38 anni ed è la migliore amica dei miei papà… Voglio chiamarla mamma ma i miei papà si arrabbiano sempre quando provo…in realtà l’ho già chiamata  mamma quando i miei papà non sono in giro e le piaceva…lei e io abbiamo molte cose in comune…Odio così tanto i miei papà…PERCHÉ non hanno adottato un  qualsiasi bambino invece di usare una donatrice di ovociti e una madre surrogata? Non pensate che gli omosessuali che vogliono avere un figlio da una donatrice  di ovociti e da una madre surrogata sono orribili? Penso che siano orribili da morire…anche il mio papà biologico è gay. È una delle mie madri anche la madre surrogata, che esiste, ma i papà non vogliono che io mi avvicini così tanto alla mia madre biologica…

Sappiamo tutti che un bambino non abbandonerebbe mai sua madre. Gli italiani si oppongono alla maternità surrogata perché richiede che una madre abbandoni il figlio. E questo è incredibilmente crudele.

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

https://www.facebook.com/roberta.trucco.5/about
http://27esimaora.corriere.it/author/roberta-trucco/

1 Comment

  • Bravo! A parte il fatto che il quadro idilliaco della maternità in Italia è completamente falso. C’è chi si oppone all’utero in affitto per un senso istintivo di umanità e chi per bigottismo, pochi per convinzioni femministe o anticapitaliste. Se la maternità avesse davvero questo valore in Italia, non ci sarebbero tanti casi di bambini tolti alle madri che denunciano le violenze dei loro mariti e compagni. La “mistica della maternità” italiana non è altro che una menzogna che nasconde la realtà delle madri caricate di lavoro, criticate da tutte le parti e abbandonate quando hanno bisogno d’aiuto.

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