Mai più complici

Molestie e norme, non mettiamo le nostre vite nelle mani dei giudici

Annamaria Riviello
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Come distinguere il desiderio autentico di un uomo rispettoso dell’altra dal bisogno di sottometterla ed usarla per un piacere solipsistico? Non è tema da affrontare nelle aule di giustizia. 

 

Non ho potuto partecipare al dibattito di Libere sul tema  delle molestie, pubblicato su questo sito. Non avrei sentito il bisogno di intervenire perché condivido le considerazioni che ho potuto leggere. L’ingresso ‘perturbante’ delle donne nel mondo del lavoro, anche il più qualificato e quindi tradizionalmente maschile; la condivisione di spazi diversi dalla casa, il posto delle donne; ma anche, come ricorda Cristina Comencini, la seduzione reciproca che si libera nel costruire  insieme un’opera creativa.

Ho sentito però il bisogno di scrivere dopo aver letto sul Corriere della Sera, di giovedì 28 dicembre, che la rete Usa Nbc News in seguito ad accuse di decine di donne che avevano ricevuto molestie, ha licenziato Matt Lauer, l’anchorman più pagato d’America, per comportamenti sessuali inadeguati. Ed è giusto così. Il fatto è che la rete Usa ha reagito dettando un codice di comportamento rigidissimo che va dal descrivere come deve essere un abbraccio tra colleghi di sesso diverso, al divieto di viaggiare insieme in taxi, sino a spingere i giornalisti a denunciare eventuali tresche, relazioni o atti illeciti. Sullo sfondo il licenziamento per chi non dovesse attenersi alle norme appena dettate. Questa a me sembra la risposta sbagliata. La vera e propria sopraffazione va punita, anche ricorrendo al diritto. Ma da questo a creare sempre più norme dettagliate sui singoli comportamenti, tutto ciò serve a mettere le nostre vite nelle mani dei giudici, senza peraltro cambiare la cultura antica e di fondo nella quale sono radicati.

Corriere della Sera, Molestie sessuali, il decalogo Nbc: niente abbracci con contatto fisico e taxi insieme la sera

da Corriere della Sera, “Molestie sessuali, il decalogo Nbc: niente abbracci con contatto fisico e taxi insieme la sera”

Il fatto è che nella sessualità, l’antico predominio maschile mostra intero il suo volto. Mentre nel femminicidio siamo di fronte ad una patologia del maschile, in questo campo affrontiamo un problema che invade la “norma” dei rapporti uomo-donna come si è storicamente strutturata. La sessualità è il luogo primario dell’incontro tra i due sessi. Cultura, sensibilità, inconscio e tutta la storia del rapporto disuguale tra uomo e donna ha qui la sua ricaduta più profonda e complessa. Ogni donna si è sentita guardata e soppesata come possibile oggetto erotico o per lo meno sottoposta alla una valutazione del suo valore estetico. Negli sguardi degli uomini è stata prima di tutto corpo. Per moltissimi il gioco si ferma qui ma per tanti, spesso i più ricchi e potenti che si sentono intoccabili, si va avanti sino alle molestie ed a vere e proprie  intimidazioni.

Come distinguere il desiderio autentico di un uomo rispettoso dell’altra dal bisogno di sottometterla ed usarla per un piacere solipsistico? Non è tema da affrontare nelle aule di giustizia. Bisognerà affondare lo sguardo nei primordi della nostra civiltà, dipanare i nodi che hanno impedito la libertà delle donne, riducendole a puro soma, mero corpo. Bisognerà costruire, come stiamo cominciando a fare ribellandoci, una storia diversa. Ma ribellarsi non basta. Si tratta di ricongiungere quello che è stato diviso, mente e corpo una cosa sola, per entrambi i generi dell’umanità. Si può dare il via a una storia diversa senza cancellare l’insondabile e a volte tortuosa vicenda del desiderio e della seduzione; la strada è ancora lunga.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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