LA RECENSIONE

Nel film di Guadagnino, uomini, donne: mondi lontani

Scena dal film di Luca Guadagnino "Chiamami col tuo nome"
Scena dal film di Luca Guadagnino "Chiamami col tuo nome"
Rita Cavallari
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Le donne in questo film sono ai margini. Il tema è nel rapporto fra i tre uomini, pensieri e sessualità vivono nei legami che che si creano tra loro.

 

“Chiamami col tuo nome” è il film di Luca Guadagnino candidato all’Oscar. Sono andata a vederlo più per consuetudine che per scelta. La tematica, l’amore tra un adolescente e un giovane uomo, non mi interessava granché e l’ambientazione raffinata in un centro minore della pianura padana mi rendeva diffidente: sospettavo un film turistico di paesaggi leccati e di sentimenti omologati. Sono uscita dal cinema leggermente annoiata dicendomi che il film si poteva anche non vedere. Però, però, però. Le immagini, i dialoghi, le scene mi giravano in testa come un retropensiero irrisolto e mi creavano inquietudine. I personaggi continuavano a parlarmi: il padre, colui a cui tutto fa capo, che tutto capisce perché tutto sa, la mente suprema; il figlio, che al padre si affida mentre vive una passione che sconvolge; il terzo vertice del triangolo, il giovane uomo venuto da lontano che col suo spirito vitale plasma e rigenera il figlio e lo conduce verso la sua via.

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Accanto a questa trinità è disegnata la figura della madre, dolce tenera e pietosa come si conviene, ma sostanzialmente estranea allo sconvolgimento narrato. Il padre dubita addirittura che lo abbia capito. Intorno, altre figure femminili: ragazze che assistono alla storia senza comprenderla, tentando, senza riuscirci, di contrastarla; ragazze che arrivano tardi, quando ormai la corriera è partita.

Scena dal film di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome”

Le donne in questo film sono ai margini. Il tema è nel rapporto fra i tre uomini, pensieri e sessualità vivono nei legami che che si creano tra loro. Il nodo stretto delle relazioni tra i personaggi maschili si allarga solo in parte al mondo femminile: padre e madre sembrano rappresentare una coppia serena, il figlio ha rapporti di amicizia con le ragazze che incontra, il giovane uomo si sposerà. Ma sono accadimenti accessori. Restano, uomini e donne, due mondi lontani. Mondi che non riescono a parlarsi. Questo, ho capito, era quello che mi creava inquietudine.

 

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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