Battaglie Pari e differenti

Rapporto ONU, la parità di genere nell’Agenda 2030

Antonella Crescenzi

Il Rapporto Trasformare le promesse in azione: la parità di genere nell’Agenda 2030, presentato a New York lo scorso 14 febbraio, dall’Agenzia United Nations Women (di cui dà conto il sito dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, ASviS), mostra come le diseguaglianze di genere, nonostante gli innegabili progressi conseguiti negli ultimi decenni, restino ancora una dura realtà nel mondo attuale, con un rilievo maggiore nei paesi più lontani dallo sviluppo economico avanzato e in quelli ove la cultura e la religione prevalenti limitano fortemente i diritti delle donne.

Lo studio evidenzia come la questione di genere (Goal 5, parità di genere) riguardi in modo trasversale tutti e 17 gli obiettivi (Goals) relativi allo sviluppo equo e sostenibile definiti dall’Onu nella cosiddetta Agenda 2030. Ad esempio, nelle famiglie nelle quali mancano le possibilità di nutrirsi adeguatamente (Goal 2, sconfiggere la fame) o permettere di studiare a tutta la prole (Goal 4, istruzione di qualità), saranno proprio le bambine e le giovani le prime a rimanere senza cibo o a non ricevere una formazione. Una bimba nata in povertà (Goal 1, sconfiggere la povertà) difficilmente avrà nel corso di tutta la sua vita gli strumenti per uscirne ed è spesso condannata passivamente ad assistere a un perpetuarsi delle diseguaglianze (Goal 10, ridurre le disuguaglianze). Sono 4,4 milioni le donne in più rispetto agli uomini costrette a vivere con meno di 1,90 dollari al giorno, ovvero al di sotto del limite di estrema indigenza definito dalle Nazioni Unite. Anche nei Paesi in via di sviluppo a forte crescita come l’India, vi è un grave divario tra le giovani dai 20 ai 24 anni nate in una famiglia benestante e quelle di origini più povere che, rispetto alle prime, hanno ben poche possibilità di frequentare una scuola. Questi divari non mancano peraltro nei paesi avanzati: negli Stati Uniti, ad esempio, il tasso di povertà delle donne nere, indigene americane e abitanti dell’Alaska è il doppio di quello delle donne bianche e asiatiche.

Ancora: nonostante siano proprio le giovani a ottenere risultati migliori sui banchi scolastici, questa loro superiorità tarda a essere tradotta in migliori salari una volta giunte sul mercato del lavoro,  ricevendo in media nel mondo il 23% di remunerazione in meno rispetto ai colleghi maschi. Il lavoro non pagato di cura domestica e familiare viene svolto dalle donne 2,6 volte in più degli uomini: sono proprio queste nelle case più disagiate, dove mancano fonti idriche ed energia pulita, a dover provvedere all’acqua e ai combustibili, mettendo a rischio la propria salute e incolumità (Goal 3, buona salute e benessere). Più del 50% di donne e bambine residenti in città nei paesi in via di sviluppo sono deficitarie di acqua pulita e servizi igienico-sanitari di base (Goal 6, acqua pulita e servizi igienico-sanitari).

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La violenza di genere risulta ancora un tema su cui è urgente intervenire: una donna su cinque sotto i 50 anni ha subito abusi fisici o sessuali dal proprio partner negli ultimi 12 mesi, mentre in 49 Paesi non è presente una legge contro le violenze domestiche, in 45 non ne esiste una specifica sulle molestie sessuali e addirittura 37 Paesi non riconoscono il reato di stupro quando questo viene perpetrato all’interno di un matrimonio. Sul piano politico la rappresentazione nei parlamenti nazionali del genere femminile è fortemente squilibrata e in media solo il 23,7 dei seggi è occupato da donne.

 

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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  • […] Il Rapporto “Trasformare le promesse in azione: la parità di genere nell’Agenda 2030”, presentato a New York il 14 febbraio u.s. dall’Agenzia United Nations Women (di cui dà conto il sito dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, ASviS), mostra come le diseguaglianze di genere, nonostante gli innegabili progressi conseguiti negli ultimi decenni, restino ancora una dura realtà nel mondo attuale, con un rilievo maggiore nei paesi più lontani dallo sviluppo economico avanzato e in quelli ove la cultura e la religione prevalenti limitano fortemente i diritti delle donne… Continua su cheliberta […]

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