RAPPRESENTANZA PARITARIA SUCCEDE

La Sinistra che “dimentica” le donne

Francesca Izzo
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Casellati, Gelmini, Bernini. È uno choc culturale, ma soprattutto una grandissima rivincita per un mondo femminile. A destra. E a sinistra? Non solo i ranghi femminili sono rimasti schiacciati da una gestione maschilista delle liste, ma gli uomini si sono presi gli incarichi del dopo-voto... […]

 

Facciamo i nostri migliori auguri alle parlamentari di Forza Italia Casellati, Bernini, Gelmini che vanno ad occupare ruoli istituzionali e politici di primo piano. È vero, come scrive Flavia Perina su Linkiesta, che questa tornata elettorale ha non solo portato in Parlamento un numero di donne ancora più consistente rispetto alla passata legislatura (siamo oltre il 34%), ma ha determinato a destra un inedito protagonismo femminile. Mentre tra i ranghi della sinistra sconfitta dominano gli uomini, nel silenzio venato di umiliazione delle donne. Il quadro che emerge meriterà riflessioni approfondite. Ma fin d’ora va mandata in soffitta la vecchia ma ancora radicata idea che sia la sinistra a promuovere le donne, a dare loro forza e prestigio.

Non è più così ed è un bene per tutte. Ormai dovunque ci sono donne con riconosciuta autorevolezza. Non ci sono più esclusive. Si tratterà piuttosto di vedere quanto questo generale cambiamento sia duraturo, arrivi a consolidare le basi di autonomia politica delle donne, stimoli sia un reciproco riconoscimento sia una buona competizione sulle idee, sui programmi, sulla coerenza. Appunto la coerenza, una virtù che è largamente mancata nelle ultime elezioni: donne che hanno voluto, sostenuto la legge che prevede l’alternanza tra i sessi nelle liste sono state poi le prime ad aggirarla. E il divario tra il dire e il fare si paga.

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

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