Luci rosse Utero in affitto

A New York per i diritti alla salute sessuale e riproduttiva

Nazioni Unite, New York, Stati Uniti
Nazioni Unite, New York, Stati Uniti
Serena Sapegno
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L’evento a cui ho partecipato a nome di Se non ora quando – Libere faceva parte del complesso sistema di sessioni parallele convocate intorno alla Commission on the Status of Women (CSW) e in particolare della sezione SRHR, Sexual and Reproductive Health Rights, (Diritti alla salute sessuale e riproduttiva). Il nostro evento era organizzato dalla Swedish Women’s Lobby, istituzione femminista svedese, che parte dal presupposto che la Svezia è tra i principali finanziatori della CSW e vuole pertanto vederci chiaro sui fini di tali flussi finanziari.

Infatti, il concetto di SRHR è usato indifferentemente da soggetti attivi nell’ONU e che hanno concezioni opposte: quelle che accettano delle forme di commercio del corpo femminile e quelle che vi si oppongono, come le organizzatrici del panel. L’idea di partenza è sottolineare la necessità di chiarire cosa si intenda per SRHR. Il punto di vista dell’organizzazione è che dovrebbe significare che non si possa tollerare alcun commercio nei diritti sessuali delle donne (prostituzione e pornografia), né nei diritti riproduttivi (surrogata). A tale fine il titolo scelto è:

Riprendiamoci i diritti SRHR – Perché la mercificazione delle donne deve essere il tema delle politiche SRHR
La mercificazione delle donne è attualmente una delle più gravi minacce ai diritti alla salute sessuale e riproduttiva delle donne. Fino a che il commercio delle donne nella prostituzione nella pornografia e nella surrogata resterà un buco nero nelle politiche SRHR i diritti delle donne non potranno essere garantiti. Il nostro evento ha il fine di presentare una risposta attuale alle crescenti minacce nei confronti dei diritti delle donne.

Partecipano al dibattito: Clara Berglund, Segretaria Generale della Swedish Women’s Lobby, Taina Bien-Aimé, Direttora Esecutiva, Coalition Against Trafficking in Women (CATW), Nomonde Mihlali MejiEmbrace Dignity (2010, ONG sudafricana con base a Città del Capo, partner della Coalition Against Trafficking in Women (CATW) International (http://www.catwinternational.org/); la Coalition for the Abolition of Prostitution (CAP) International (http://www.cap-international.org/); Equality Now (http://www.equalitynow.org/) e SPACE International (http://spaceinternational.ie/), organizzazioni internazionali attive contro la prostituzione e la tratta.

Interviene Maria Serena Sapegno, Se non ora quando – Libere Roma, Italia (a destra Nomonde Mihlali Meji
Advocacy Coordinator at Embrace Dignity e Taina Bien-Aimé, Direttora Esecutiva, Coalition Against Trafficking in Women – CATW)

Il mio intervento (Click here for the english version):

  • Contro lo sfruttamento delle donne povere per:
  1. Prostituzione, tratta e riduzione in schiavitù
  2. Surrogata
  • A favore dell’Istruzione delle donne per prevenire:
  1. Una concezione proprietaria del nostro corpo tale che possiamo disporne, o vendendolo nella prostituzione, o vendendone parte (traffico di organi e di ovuli) o ‘affittarlo’ nella surrogata.
  2. Una riduzione del processo profondo e complesso della gravidanza e della relazione tra madre e feto a un ‘tempo di cottura’ in un forno di un piatto preparato da qualcun altro per qualcun altro.
  3. Una reificazione dei neonati tale da consentire di venderli o di darli via come doni.

I diritti SRHR alla salute sessuale e riproduttiva implicano il pieno empowerment delle donne e il controllo del loro corpo: Our Bodies, Ourselves, era il titolo onnicomprensivo di un famoso libro pubblicato negli anni ’70. Significava che noi siamo il nostro corpo, non ne disponiamo.

Fu allora che le donne iniziarono una nuova autoconsapevolezza, ascoltando il loro corpo, scoprendo la loro sessualità, imponendo il rispetto verso se stesse. Per questo, ciò che accade al nostro corpo lascia segni profondi nella nostra psiche. Per questo la violenza sessuale è così devastante anche quando non è mortale. Per questo è impossibile vendere il tuo corpo senza incorrere nel problematico processo di distacco dalle tue sensazioni che avrà un forte impatto sulla tua psiche.

Per questo abbiamo preteso autodeterminazione sull’aborto, non perché sia un Diritto, da usarsi con leggerezza, ma perché la gravidanza stessa è un processo che coinvolge la persona nella sua interezza, emotivamente e fisicamente, talora è rischioso, in ogni caso produce cambiamenti permanenti. Per questo nessuna donna dovrebbe essere forzata a sottoporsi ad una tale ordalia senza che lo abbia scelto con piena consapevolezza.

La gravidanza è un processo in cui tra madre e feto hanno luogo diverse connessioni e scambi, sia sul piano fisico che su quello inconscio, tanto che molti studiosi ritengono ora che parte significativa nella definizione della personalità del bambino accada proprio allora. Inoltre, dal momento che il travaglio del parto, nonostante la sua qualità di evento ‘naturale’, è in effetti un’esperienza traumatica e rischiosa sia per la madre che per il bimbo, fonte non rara di profonda depressione, senso di perdita e di morte, essa necessita di un successivo processo di rassicurazione e ritrovamento, lungo e delicato. È certo vero che accade, molto meno di frequente quando ci sia sufficiente informazione, che i neonati possano venire abbandonati immediatamente dopo la nascita. Si tratta di un trauma terribile, ma non del risultato di un preciso progetto all’interno di una logica mercantile.

Inoltre, dal punto di vista del bambino, il movimento delle donne ha affermato l’importanza di nascere come frutto di una scelta, così che il venire al mondo possa essere un evento difficile ma felice. Forse l’essere molto desiderati e pagati a caro prezzo costituisce un buon passaporto per il mondo? Anche se tua madre, la donna che ti ha fatto crescere dentro di sé e fatto venire al mondo, ti cede poi a qualcun altro, che ti ha desiderato disperatamente, tanto da fare una cosa del genere? Si può regalare un bimbo? É un crimine vendere bambini; cessa forse di essere un crimine perché è compiuto sulla base di un contratto?

Sono queste le ragioni per cui dovremmo farci un’idea dei diritti alla salute sessuale e riproduttiva (SRHR) nella quale sia chiaro che per conservarla non possiamo introdurre una distanza tra la nostra esperienza corporea e la nostra mente: staccare l’una dall’altra e utilizzare il corpo di un’altra persona ai nostri fini è un atto di violenza contro la dignità umana.

(Click here for the english version)

 

 

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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