Pari e differenti

Via gli stereotipi avanti i modelli, fanno sognare

Annamaria Riviello
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Trovo molto interessante l’articolo de La27esimaOra di Sabina Pignataro, “Ribelliamoci a chi ci vuole ribelli”. L’autrice stigmatizza la nuova moda dei libri per ragazze che disegna un quadro apparentemente trasgressivo rispetto agli stereotipi femminili tradizionali, bellezza e remissività, per crearne altri. La ribelle, la vincente, la guerriera. Non si può non essere d’accordo. La cosa anzi, l’autrice dell’articolo lo ricorda, riguarda anche i maschi. Suggerire nuovi stereotipi per liberare ragazze e ragazzi da quelli vecchi è sempre una forma di costrizione, una riproposizione di ruoli obbligati.

Pignataro ritiene sbagliato anche proporre alle bambine ritratti di donne vincenti e di successo nei più diversi campi, come Hillary Clinton o Levi Montalcini: trasmetterebbero un’idea troppo performativa mentre è giusto che ciascuno voglia costruire il suo futuro senza l’obbligo di primeggiare.

Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie.

Da Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie.

Qui mi chiedo, però, se in una società senza utopie, in una famiglia, a detta di tanti, molto meno prescrittiva di quella che adulti e anziani di oggi hanno conosciuto, sia proprio giusto non dare modelli. I ragazzi e le ragazze hanno bisogno di sognare. Se qualcuno mostra degli eroi non può fare danni a una bambina e a un bambino sufficientemente amati e tutelati da poter affrontare il loro percorso adolescenziale e la loro giovinezza molto spesso lontana dagli eroi dell’infanzia.

Bellissima la citazione che Pignataro fa dell’affermazione di Umberto Eco nel suo Pendolo di Foucault: “credo che si diventi quello che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti”. Mi sembra voglia dire che il contatto quotidiano con gli adulti è quello che davvero forma, quello che ci consegna un’educazione sentimentale che sarà la forza della nostra personalità da adulti. Ciascuna ragazza deve poter scegliere di coltivare gli interessi che più la attraggono, ma forse i suoi sogni di bambina la accompagneranno tutta la vita senza danno, come la sua personale irripetibile età dell’oro.

 

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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