Recensione

LUI e loro, raccontati da Paolo Sorrentino

Frame da "Loro", film di Paolo Sorrentino (2018)
Frame da "Loro", film di Paolo Sorrentino (2018)
Rita Cavallari
Scritto da

Sesso come esercizio di potere, donne pensate e vissute come merce da comprare, vendere e buttare, la rappresentazione di un momento politico, il berlusconismo, che ha plasmato l’immaginario dell’Italia. Parliamo dei film di Paolo Sorrentino, “Loro 1” e “Loro 2”, in cui tutto è documentato e tutto arbitrario. La frase di Manganelli – tutto documentato, tutto arbitrario – tratta da Pinocchio un libro parallelo, apre il film e suggerisce una chiave interpretativa. Secondo Manganelli, ogni libro è simile a un cubo di Rubric con itinerari da esplorare e facce mutevoli, e contiene infinite storie che ci riportano, con visuali diverse, all’argomento originale. È così che Sorrentino, dalle vicende di Berlusconi, trae materia per rappresentare la società italiana ai tempi dell’ex premier.

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“Loro 1” e “Loro 2” sono usciti sugli schermi in tempi successivi. La narrazione, in entrambi i film, va avanti per parti che si aggiungono l’una all’altra, come puntate di una serie televisiva. Il primo episodio è imperniato su “loro”, cioè sui personaggi che gravitano intorno all’astro Berlusconi, si illuminano quando la loro orbita lo sfiora, soffrono se sono lontani, sono pronti a tutto per poterlo un attimo avvicinare. Il secondo episodio è centrato su LUI – questo è l’appellativo che compare sui telefonini quando chiama – , sulla vita privata nella villa in Sardegna, sullo sforzo di appianare i problemi della vita coniugale, sul suo desiderio di piacere ed essere amato, sulla sua inguaribile natura di bugiardo. Nel mondo di Berlusconi tutto è finto, artefatto, costruito per stupire come il vulcano in miniatura della villa in Sardegna.

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In “Loro 2” continuano gli episodi dell’epopea berlusconiana e il cubo di Rubric si muove vorticosamente mostrando le sue varie facce: c’è il colloquio con il banchiere che vede l’altruismo come forma di investimento da cui trarre il massimo vantaggio, poi l’incontro con il senatore disposto a cambiare bandiera in cambio di denaro, il regalo della dentiera all’anziana terremotata, la vendita di un appartamento a una donna il cui nominativo è stato preso a caso sull’elenco telefonico, le feste con la droga che scorre a fiumi, le ragazze che si offrono all’uomo potente per raggiungere mete scintillanti e cantano in coro “meno male che Silvio c’è”, esibendo il ciondolo a forma di farfalla che certifica il favore di Berlusconi. Da questi quadri, che si susseguono come affreschi sulle navate di una cattedrale, prende vita quell’incredibile commistione tra corruzione, sesso e politica mai rappresentata prima, in quei termini e in quei modi, sulla scena italiana.

È continua e ossessiva la presenza di figure femminili ridotte a semplici oggetti a disposizione di chi può comprarli; o rappresentate come persone pronte a ogni compromesso per raggiungere illusori traguardi di successo. Emerge chiaramente, al termine della storia, il senso del modello berlusconiano, ostentato dal capo del governo e amplificato dalle sue televisioni, che incise profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle Istituzioni.

La voce che si levò a contrastarlo fu quella di Se Non Ora Quando?, che diede vita alla grande manifestazione del 13 febbraio 2011. Quel giorno milioni di persone, in Italia e nel mondo, dissero che non era più tollerabile la continua, ripetuta e ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale. Le donne, insieme agli uomini, difesero il valore della loro dignità e chiesero rispetto per le Istituzioni.

Che Libertà – Riprendiamoci la maternità!

In cerca di una nuova libertà…Vienici a trovare sul nostro nuovo sito: www.cheliberta.it

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su mercoledì 30 settembre 2015

LORO ci offre lo spunto per riflettere su questo momento della nostra storia recente. Da lì ha preso avvio la battaglia contro la violenza sulle donne con la campagna #maipiùcomplici contro la violenza e i femminicidi, circolata nelle scuole e nelle carceri, quella per la democrazia paritaria e tutte le iniziative per la libertà femminile, non ultima quella per l’abolizione universale della maternità surrogata, portate oggi avanti dal gruppo Se non ora quando – Libere sul sito Cheliberta.it. È stata una presa di coscienza collettiva da cui non si può prescindere.

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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Twitter: @ritacavallari1

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