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La politica della paura e il nostro silenzio

Serena Sapegno
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Le donne sono ammutolite, ancora una volta sembrano accettare che il loro punto di vista sia marginale, che venga dopo le “vere” questioni, quelle davvero strutturali.

Ѐ innegabile che si senta nell’aria un clima diverso, sempre più inquietante. Le paure, scatenate ad arte, ci stanno facendo scivolare in una fase nuova della nostra convivenza, un po’ meno civile. Tutto è dominato da questa nuova possibilità di giocare le paure, da tutte le parti. Chi governa fa facile propaganda e la voce grossa: è colpa degli altri, la soluzione è facile. Per i governati invece si può esprimere l’aggressività più violenta, la rabbia e il risentimento per quello che non siamo riusciti a fare, tutto con un eccellente capro espiatorio, gli altri, diversi da noi. Sono in difficoltà, ci fanno sentire anche in colpa, basta, togliamoli di mezzo. Ѐ difficile in questa situazione guardare più in là e vedere tutto il quadro, non solo l’emergenza che si è voluta costruire. Eppure è quello che bisognerebbe fare. Recuperare la complessità, guardarle le paure e farci i conti, ma dire anche la verità, e su questa ricostruire la speranza. Le donne sono ammutolite, ancora una volta sembrano accettare che il loro punto di vista sia marginale, che venga dopo le “vere” questioni, quelle davvero strutturali. Ma in quella che si delinea sempre di più come una ‘crisi di civiltà’ noi abbiamo molto da dire, ed è arrivato il momento di assumersi delle responsabilità e di farle assumere agli altri.

 

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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