NO ALL'UTERO IN AFFITTO SUCCEDE

La Sinistra smarrita

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Soffia così forte il vento della destra populista, che il ministro Fontana riesce a condizionare anche il centrosinistra in materia di bioetica e diritti civili. Dal momento della sua nomina a sottosegretario della Famiglia e della Disabilità, Fontana si è conquistato visibilità e spazio mediatico a suon di esternazioni improntate alla più solida retorica conservatrice: tutela della famiglia tradizionale, attacco alle unioni civili e all’interruzione volontaria di gravidanza. Via ogni dubbio insomma. La scorsa settimana il ministro è intervenuto nei lavori della Commissione Affari Sociali e, sulla scia della polemica contro le unioni civili, ha ribadito il suo ‘no’ alla maternità surrogata, sempre in nome della tutela della famiglia tradizionale. Che questa sia la musica della propaganda identitaria, come già abbiamo scritto, non stupisce: lascia sconcertati invece che il calderone indistinto agitato dalla Lega, non venga compreso, smontato e combattuto adeguatamente dall’opposizione. Che ci si faccia imporre ordine del giorno, argomenti e contenuti, dalla retorica conservatrice, invece di rigettarli in blocco così come sono arrivati. Gramsci aveva una parola, anzi una categoria per spiegare questa dinamica: subalternità.

[Ph. puffodrax - Flickr Creative Commons]

[Ph. puffodrax – Flickr Creative Commons]

Se il ‘no’ alla maternità surrogata è inteso dalla Lega e dai suoi epigoni nei modi appena descritti, può la sinistra – il suo campo – rovesciare passivamente quel ‘no’ in un ‘sì’, senza una lettura autonoma? È quanto sta accadendo in ultimo anche nel Partito Democratico, come si evince dalle ultime nomine.

PD/NOMINA SERGIO LO GIUDICE AI DIRITTI È UNA SCELTA GRAVE PRO UTERO IN AFFITTO(con richiesta di…

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Domenica 29 luglio 2018

È una storia lunga: dalla discussione che ha accompagnato l’approvazione delle unioni civili, nel campo progressista è prevalsa una lettura che ascrive la maternità surrogata al grande insieme dei diritti da conquistare nel nome dell’uguaglianza. Le voci che hanno provato – individualmente o collettivamente – a discutere questa impostazione sono state tacciate di bigottismo o veterofemminismo.

Dire ‘no’ alla surrogata equivale a farsi complici della destra, con tanti saluti a storie, culture e valori. Come mai? Vale la pena chiederselo, perché l’Europa in ogni sua sede, da Bruxelles – Parlamento – a Strasburgo – Consiglio d’Europa – ha dichiarato esplicitamente la maternità surrogata lesiva della dignità umana e della libertà delle donne, e le forze di sinistra e in Francia, Svezia e Spagna dicono ‘no’ e promuovono battaglie sovranazionali.

Sylviane Agacinski, filosofa e femminista francese: “In un mondo civilizzato, la libertà consiste nel poter fare ciò che le leggi consentono, e queste leggi non sono autorizzate da contratti che riducono l’esistenza corporale degli esseri umani a beni”.

Vale la pena citare Carmen Calvo, vicepresidente del Consiglio spagnolo, che ha affermato in una recente intervista al Pais: “La nostra posizione è chiarissima: si chiama ‘utero in affitto’ ed è una nuova forma di sfruttamento del corpo delle donne. È particolarmente grave per noi perché utilizza il corpo delle donne più povere. Non c’è spazio per gli eufemismi”.

Foto da ElPais https://politica.elpais.com/politica/2018/06/09/actualidad/1

Carmen Calvo, numero due del neonato esecutivo dello spagnolo Sanchez, contraria alla pratica dell’utero in affitto [Ph. da ElPais]

Non c’è da stupirsi che finalmente, in Europa e nel mondo, si scelga di distinguere i piani in gioco e chiamare le cose per nome: la battaglia contro la gravidanza su commissione è una battaglia di civiltà, pienamente iscritta nella tradizione della sinistra. Occorre riconoscerla per quello che è, disarticolando la sintassi conservatrice. Si potrebbe cominciare, ad esempio, con l’affermare che è una ‘pratica’ che riguarda primariamente gli eterosessuali e che in molte parti del mondo non vi è alcuna opposizione tra chi si oppone alla maternità surrogata e si batte perché siano pienamente riconosciute le capacità genitoriali di gay e lesbiche. Si potrebbe lasciare all’on. Gasparri e al ministro Fontana questa equiparazione, e battersi per una profonda riforma delle adozioni, che le renda aperte a singoli e omosessuali (vale la pena ricordare che nella scorsa legislatura il discorso era stato avviato ma scarsamente supportato).

Intorno alla #surrogata Lega e Cinque Stelle stanno scatenando una guerra propagandistica e identitaria. Il ministro…

Pubblicato da Se Non Ora Quando – Libere su Venerdì 27 luglio 2018

Avere a cuore le relazioni umane, affermare un’etica della nascita, rifiutare il commercio, o anche solo lo scambio di neonati, sono valori propri della tradizione democratica, delle forze che hanno scritto la nostra Costituzione. È davvero paradossale che la sinistra non veda il confine che separa la lotta – sacrosanta – per i diritti sociali e civili, dalla pretesa di disporre di un altro essere umano, spesso in condizioni di bisogno e miseria; che non abbia il coraggio di affermare che nessuno ha mai ‘diritto’ a una donna e nemmeno a un bambino; che il corpo coincide con la vita, e non vi sono parti separabili, da affittare, cedere, scambiare, sottoporre a contratto senza entrare definitivamente in una dimensione anti-umana, dove il mercato detta le regole nel modo più brutale. È tempo che la sinistra lo trovi questo coraggio, se non vuole abdicare alla sua funzione, alla sua storia, al suo popolo.

 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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