Utero in affitto

Governo e utero in affitto: vogliamo fatti concreti

Le protesta del gruppo spagnolo Red Estatal Contra el Alquiler de Vientres (RECAV) dello scorso dicembre a Madrid contro l'utero in affitto
Le protesta del gruppo spagnolo Red Estatal Contra el Alquiler de Vientres (RECAV) dello scorso dicembre a Madrid contro l'utero in affitto
Libere
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In vista della 73ema sessione dell’Assemblea Generale Onu del prossimo 27 settembre, le femministe spagnole chiedono ai capi di Stato e di governo di pronunciarsi pubblicamente per i diritti umani delle donne e dei bambini e per l’abolizione mondiale dell’ utero in affitto. A questo scopo chiedono l’impegno del loro governo ad agire concretamente in sede Onu. Noi di Se non ora quando – Libere, che già un anno fa abbiamo richiesto una presa di posizione al Comitato CEDAW (Convenzione Onu sull’eliminazione di tutte le discriminazioni contro le donne), siamo ben contente. Nel dare il nostro pieno appoggio all’iniziativa delle spagnole, chiediamo al governo italiano di adoperarsi nelle sedi internazionali al fine di :

  1. adottare nel concreto tutte le misure necessarie per impedire la pratica dell’utero in affitto a livello nazionale e internazionale in stretta collaborazione intergovernativa e di tutti i sistemi predisposti dallo Stato;
  2. vigilare con maggiore attenzione sulla propaganda e gli annunci pubblicitari dell’industria degli uteri in affitto;
  3. provvedere a riconsiderare l’apporto finanziario italiano alle agenzie Onu – come UNFPA e OHCHR –  che sostengono la pratica dell’utero in affitto, compresa quella erroneamente chiamata gestazione per altri “altruista”;
  4. dare priorità alla lotta contro la povertà femminile e alle diseguaglianze di genere, come pure adoperarsi  per la promozione e protezione dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali delle donne.

Sull’abolizione universale della pratica dell’utero in affitto non vogliamo proclami ma fatti concreti.

 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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