Aborto Papa Francesco

Francesco parli alle donne

Ph. FlickrCreativeCommonsdel 9/08/2018 [Argentina dice “no” all'aborto]
Ph. FlickrCreativeCommonsdel 9/08/2018 [Argentina dice “no” all'aborto]
Licia Conte
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Chi arma la mano di un sicario è certamente il vero assassino. E se una donna commette aborto, è lei l’assassina chiunque sia il sicario, se la ‘mammana’ o il medico di un ospedale e di una clinica di lusso. È così, Santità? E che diciamo delle tantissime donne che danno il loro sostegno materiale e politico a chi pratica l’aborto? Sono esse stesse, tutte loro, assassine o almeno complici?

Oso parlare all’Uomo che è al vertice di una delle più grandi Comunità del mondo, una Comunità cui appartengo, una Comunità che ha le radici ben piantate sulla terra, ma che ha per vocazione e orizzonte il Cielo. Mi rivolgo a Francesco, Lui cui tanto mondo si rivolge come a un vero Padre, per chiederGli se ha mai pensato allo smarrimento che una donna può provare quando comincia a capire che il suo unico corpo, noi siamo il nostro corpo, sta per farsi due? Chi è l’estraneo che si è in me insinuato? Io sono ancora io o sono altro da me se ora sono io più un altro? Voglio dire con questo che l’aborto che sacrifica la vita mentre sboccia sia affare semplice, quasi un diritto a disposizione di qualsiasi donna voglia praticarlo?

No, voglio dire che per millenni le donne sono state lasciate sole, quando non vilipese, davanti al mistero della nascita, che sono state private di qualsiasi signoria sul loro corpo e quindi su stesse. La legge italiana parla per questo di autodeterminazione, e non di diritto. Voglio dire che le donne per poter rifiutare l’aborto, devono prima imparare ad amare il loro corpo e sentirlo proprio. E che la più parte di loro non lo ha ancora imparato.Voglio dire, Santità, che mi aspetto da Lei verso le donne, che da poco tempo si affacciano alla Storia, quella misericordia che tutti le riconoscono.

Antonello da Messina, particolare del viso della Vergine nell'Annunciata di Palermo.

Antonello da Messina, particolare del viso della Vergine nell’Annunciata di Palermo.

Il Dio della Bibbia scacciò Eva dal Paradiso terrestre dicendole parole terribili e gravide di conseguenze: “Partorirai con dolore”. Il Dio del Vangelo invece cambia registro (si pente?) e manda a una ragazzetta di Nazareth uno dei suoi angeli per chiederle se può accettare di concepire il proprio figlio. Lei risponde di sì. Forse proprio perché Dio l’ha riconosciuta. Santità, ascolto il Magnificat mentre Le chiedo, faccia come il Dio del Vangelo: parli alle donne, le riconosca. Non si rivolga a loro con anatemi. Le convinca.

 

Chi ha scritto questo post

Licia Conte

Licia Conte

Sono una giornalista. Della mia lunga e assai varia attività ha senso qui sottolineare soprattutto quella dedicata alla promozione della cultura femminile. Nei primi anni '70 ho curato una serie di sceneggiati radiofonici: 12 ritratti di donne attive nella battaglia per i diritti, da Marie Olympe Des Gouges alle suffragiste dell'inizio del '900. Alla fine degli anni '70 ho dato vita come ideatrice e conduttrice a "Noi, voi, loro: donna", in onda tutti i giorni dalle 10 alle 10.45 su Radio 3. Da quella trasmissione scaturirono 5 libri, il più noto dei quali fu Le Altre, di Rossana Rossanda, fedele trascrizione delle discussioni settimanali alla radio tra lei, me e altre. Il libro fu in seguito tradotto in 5 lingue. Nacque da lì Orsa Minore, una rivista che ebbe vita breve e una certa risonanza. Sono fra le fondatrici prima di DiNuovo e poi di Se Non Ora Quando?

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