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Il soffitto di cristallo che c’è

Rita Cavallari
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Dopo 208 anni, questa l’età dell’Università Normale di Pisa, una donna, Annalisa Pastore, diventerà ordinaria nella cattedra di scienze. Sarà la prima, in più di due secoli, per questa disciplina. A Pisa la situazione dei docenti è sbilanciata in modo imbarazzante: sono solo tre le donne su 35 professori. Lo denuncia il rettore, professor Vincenzo Barone, che apre il discorso delle discriminazioni di genere in ambito accademico con un’affermazione che deflagra come una bomba: nelle università è impossibile promuovere le donne, perché ogni volta che si deve valutare una donna per un posto da docente si scatena un finimondo. I mezzi per screditare uomini e donne sono diversi: mentre di un uomo si dice semplicemente che è un raccomandato oppure un portaborse, una donna si denigra definendola l’amante di qualcuno o usando insinuazioni a sfondo sessuale, e questo facendo uso di tutti i mezzi, non escluse le lettere anonime.

Ogni volta ci si ritrova in un vero e proprio vespaio. La preparazione e le competenze scientifiche, che dovrebbero essere la base della valutazione, passano in secondo piano. Come fare per uscire da questa situazione? Secondo il professor Barone sono necessarie scelte radicali che privilegino le donne e le minoranze svantaggiate a parità di altre condizioni. In pratica: se sono equivalenti le competenze scientifiche bisogna preferire la candidata donna. Sarebbe un’innovazione che potrebbe riequilibrare la disuguaglianza di genere. C’è da dire che l’incarico del rettore sta per giungere a scadenza e quindi le sue parole valgono solo come raccomandazione per il suo successore. È però importante che siano state dette, tanto più che le prospettive generali non sono rosee.

La legge Golfo -Mosca, che ha portato molte donne a sedere nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa pubbliche e private, verra a scadere nel 2022. La prorogheranno? Sarà sostituita con altre iniziative che portino ad un’equilibrio di genere nei posti apicali? Ce n’è bisogno, perché il soffitto di cristallo è sempre lì, ben solido, e l’Italia ha un disperato bisogno di rinnovamento culturale, meritocrazia, opportunità di crescita che solo le donne possono dare.

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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