Battaglie Mai più complici

La trasversalità necessaria

Fabrizia Giuliani
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Non è facile, ma è necessario sottrarre le questioni che riguardano le donne alla contesa partitica. Non farne istanze identitarie, perché il nostro cammino di libertà è lungo e pieno di ostacoli. Si dirà: ma la stessa questione della libertà delle donne è di parte, di sinistra. Non farei le cose così semplici. A parte il sommovimento politico proprio di questo tempo, nel quale si ridefiniscono molte delle categorie con le quali siamo cresciuti, terrei fermo il fatto che tutte le più grandi conquiste di libertà delle donne sono state fatte grazie a un grande fronte trasversale. Una unità che certo non annullava le appartenenze ma faceva delle donne – dei loro diritti, dei loro bisogni – una priorità.

Dalla 194, alle ultime leggi sulla violenza, passando per lo stalking e le norme sulla democrazia paritaria, le donne hanno vinto non nella lotta di un partito contro un altro, ma formando una compagine che andava oltre gli steccati. Per una ragione molto semplice: perché chi si opponeva a quelle norme – il fronte maschilista – era un fronte assolutamente trasversale e dunque si poteva battere solo così. Basta ricordare, per essere concreti, i tanti ‘voti segreti’ che nella storia parlamentare hanno affondato o provato ad affondare le riforme proposte – specie quelle di riequilibrio di genere nelle assemblee elettive. Certo è più difficile trovare lo spazio per dire queste cose mentre sono al governo forze sovraniste, anti-europee, quando non esplicitamente razziste, con esponenti che predicano il ritorno indietro anche in materia di libertà femminile. Ma proprio per questo, è necessario lasciare da parte etichette e stare alle cose: combattere duramente, durissimamente, proposte e posizioni inaccettabili e battersi sempre per far fare un passo avanti alle istanze di libertà delle donne.

Per esempio, bisognerà leggere  bene il provvedimento presentato da Giulia Buongiorno, ‘Codice Rosso’. Per ora siamo solo agli annunci ma, certo, dare priorità, mettere in corsia preferenziale le denunce di violenza è una cosa giusta; intervenire sulle forze dell’ordine per correggere una situazione per la quale le denunce restano inascoltate, o accolte tardi, a volte fuori tempo massimo, è in molti casi vitale. Vedremo quindi, ma sta anche a noi non lasciare le donne indietro. Soprattutto a noi!

 

Chi ha scritto questo post

Fabrizia Giuliani

Fabrizia Giuliani

Sono nata a Roma, dove vivo con mio marito Claudio e i nostri figli, Antonio ed Ella. PhD, insegno filosofia del linguaggio e studi di genere alla Sapienza di Roma, dove coordino, con Serena Sapegno, il Laboratorio di Studi Femministi. Ho tenuto corsi di semiotica e linguistica in diverse università italiane, sono stata Fulbright Scholar a Harvard, e presso l'Università per Stranieri di Siena ho avuto l’incarico di Consigliera per le politiche delle pari opportunità. I miei lavori si sono concentrati sulla produzione del significato delle lingue storico - naturali e sulle modalità con le quali i sistemi simbolici danno conto della differenza tra i sessi. Sono coinvolta nella teoria e nella politica delle donne dai primi anni universitari, ho contribuito alla fondazione di DiNuovo e poi dell'avventura rivoluzionaria di Se non ora quando. Nel 2013 sono stata eletta deputata nelle liste del PD, dove lavoro in Commissione Giustizia.

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